L'abisso tra Vaticano e Bruxelles
Meloni: Papa Leone sta con i centri sociali, la premier con gli spazzanaufraghi
Il Papa incontra i “movimenti” di tutto il mondo e i centri sociali. Ci sono anche Casarini e don Ferrari. “Sto con voi, con le periferie”. L’Ue intanto prepara norme illegali contro l’accoglienza
Politica - di Piero Sansonetti
Ieri sera il Papa Leone ha incontrato alcune delegazioni dei movimenti popolari. Era presente anche “Mediterranea” (la Ong che si occupa di salvare i naufraghi e di strapparli alle guardie libiche) rappresentata da Luca Casarini e da don Mattia Ferrari. Il Papa ha detto: la Chiesa e i centri sociali camminano insieme, per combattere la povertà, per salvare le vite umane, per stare dalla parte dei profughi e dei deboli. Ha salutati quelli dello “Spin Time” il centro sociale di Roma che il governo vorrebbe sfrattare.
Ieri sera la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato alcuni leader europei per mettere a punto strategie e norme per respingere i naufraghi. L’altro giorno il Cardinale di Chicago si era rivolto ai migranti oggetto degli attacchi della polizia di Trump e aveva detto loro che La Chiesa è dalla parte dei migranti, non dalla parte dello Stato americano. L’altro giorno una piccola barca che trasportava una settantina di profughi è naufragata al nord della Tunisia. Non è stata soccorsa in tempo. Sono morte circa 40 persone, molti bambini, alcuni neonati. Qualche giorno prima era naufragata una barca al largo di Lampedusa. L’Italia, sebbene avvertita in tempo, non era intervenuta. 24 morti per mancato soccorso. Una donna incinta e alcuni bambini
Dopo questa strage, nella giornata di mercoledì, Giorgia Meloni è intervenuta al Senato e ha detto che la politica italiana sulla riduzione degli sbarchi procede in modo eccellente. Non ha compiuto neanche un piccolo sforzo per moderare, addolcire, smussare. Ha rivendicato i risultati. Senza ipocrisie: meno sbarchi, più morti. Rallegriamoci. Sono due mondi opposti. Non lontani: opposti. La distanza tra il mondo delle Ong, e anche della Chiesa, e il mondo politico che governa l’Italia e l’Europa è abissale. Anzi, sbaglio a dire distanza, perché le distanze possono essere accorciate. Qui invece si tratta di assoluta incompatibilità. Le agenzie di stampa ci informano, sulla base di comunicati di Palazzo Chigi, che la presidente (le agenzie scrivono: il presidente) Giorgia Meloni ha radunato un bel gruppetto di rappresentanti di molti stati europei e a loro ha indicato la via per ridurre gli sbarchi e per rimandare nel loro paese quelli che sfuggono alle maglie delle polizie. Meloni, e gli altri esponenti europei, hanno parlato di “innovazione”. Lei dice di avere progettato molte soluzioni innovative. La parola “innovative” in questo caso sostituisce la parola “xenofobe”.
La prima idea illustrata ieri dalla Meloni e degli altri amici suoi è di deportare all’estero quelli che sbarcano. In paesi fuori dell’Europa in appositi carceri (cpr) costruiti e finanziati dai paesi europei. È illegale: pazienza. La seconda è quella di trattare coi paesi dai quali i profughi fuggono per ottenere la possibilità di restituire loro i fuggiaschi. Tra l’altro risulta che l’Italia sta trattando con l’Afghanistan. L’idea evidentemente è quella di consegnare ai talebani le donne e gli uomini che sono riusciti, rischiando la vita, a scappare disperati da lì. Probabilmente al loro ritorno saranno impiccati. Poi c’è la terza idea, che è quella di spingere l’Ue a stilare una lista di paesi cosiddetti sicuri. Si tratterebbe di paesi – gran parte dei quali privi di sistema democratico, compreso forse lo stesso Afghanistan – dai quali è proibito fuggire. E se fuggi il rimpatrio è automatico, scavalcando la magistratura e cancellando gli articoli 13 e 14 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, e cancellando in modo plateale l’articolo 10 della nostra Costituzione che prevede il diritto di asilo. L’obiettivo è quello di scavalcare del tutto la magistratura, assegnando al governo e ai prefetti il potere di mettere delle persone in detenzione, cancellando in questo modo anche l’articolo 13 della Costituzione e trasformando lo Stato di Diritto in una frittatina.
Per fortuna c’è il Papa. La destra aveva sperato che la morte di Bergoglio avrebbe comportato una svolta “cinica” del governo della Chiesa. E che i vescovi impegnati nella testimonianza e nella lotta umanitaria sarebbero stati isolati e sconfitti. Pare evidente che non è successo. La Chiesa, chiunque la guidi, è la Chiesa. Comunque è legata al Vangelo, ai suoi principi essenziali. Non è più concepibile una Chiesa fondata esclusivamente sul suo potere e suoi assetti. Da molti anni, diciamo da quando si è svolto il Concilio Vaticano II, questo non si può pensare. Il Concilio è stato un atto di rifondazione, persino della dottrina, che non è reversibile. E il Vangelo in nessun caso può essere integrato in una politica che prevede l’oppressione dell’Occidente sul resto del mondo e la distruzione dei diritti degli esseri umani che non appartengono al proprio circolo. Ieri il Papa ha parlato proprio di questo: dal punto di vista delle periferie. Ha detto: lottiamo insieme per il diritto di tutti ad avere una “casa, una terra, un lavoro”. Le periferie del mondo sono un luogo molto più esteso e popolato di quel luogo che, semplificando, chiamiamo Occidente.
Vedete; lo scontro è totale: da una parte la civiltà cristiana e illuminista, dall’altra la brutalità e la barbarie dei nuovi padroni della destra italiana e mondiale. Il papa ha parlato anche della difesa dei confini. Ha detto: sì bene, si possono difendere i confini. Ma se per difendere i confini si commettono ignominie, allora no, non è lecito. Uno Stato che commette ignominie – ha detto, citando sant’Agostino – è meglio che non ci sa. Anche qui ha fatto volatilizzare le speranze di quelli che immaginavano che un papa agostiniano potesse ribaltare il pensiero di Bergoglio francescano. Niente da fare: la robustezza del pensiero cristiano non si piega alle tifoserie. Francesco e Agostino sono lontani, ma il Vangelo è uno solo. Si certo, Leone è un papa meno scamiciato di Bergoglio. Più educato. Vero. E ieri, in modo assolutamente educato, ha ricevuto i re della grande potenza britannica. Ma poi, alla sera, ha radunato i movimenti, ha parlato ai rappresentanti di tutto il mondo, ai preti e ai vescovi impegnati nella lotta, e ha detto: sono con voi, non con i potenti.