L'intesa sulla Striscia

Accordo di pace a Gaza: il governo di Israele approva la prima fase, 200 soldati USA per il cessate il fuoco

Estrema destra contraria. Entrata in vigore da stasera, ancora numerosi i punti oscuri dell'intesa. Trump presenzierà a una cerimonia con la firma

Esteri - di Redazione Web

10 Ottobre 2025 alle 10:42

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President Donald Trump speaks upon departing a news conference with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, in foreground, in the State Dining Room of the White House, Monday, Sept. 29, 2025, in Washington. (AP Photo/Evan Vucci)
President Donald Trump speaks upon departing a news conference with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, in foreground, in the State Dining Room of the White House, Monday, Sept. 29, 2025, in Washington. (AP Photo/Evan Vucci)

Approvato dal governo di Israele l’accordo sulla prima fase del piano di pace per la Striscia di Gaza. Lo ha comunicato il primo ministro Benjamin Netanyahu. Ancora non sono del tutto noti i dettagli dell’intesa raggiunta dai mediatori, ancora poco chiari i termini del disarmo di Hamas, del ritiro israeliano, di quanti aiuti umanitari e quando entreranno nella Striscia, della governance futura del territorio. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che presenzierà nei prossimi giorni a una cerimonia in cui si firmerà ufficialmente il cessate il fuoco, non è chiaro quando.

Come riporta Times of Israel, all’accordo si era opposta la componente di estrema destra del governo israeliano, in particolare il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il ministro del Negev, della Galilea e della Resilienza nazionale Yitzhak Wasserlauf, il ministro del Patrimonio Amichay Eliyahu del partito di estrema destra Otzma Yehudit, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e il ministro degli Insediamenti e dei Progetti Nazionali Orit Strock del partito Sionismo Religioso.

“Abbiamo combattuto in questi due anni per raggiungere i nostri obiettivi di guerra”, ha detto Netanyahu palando in inglese, insieme ai collaboratori della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner. “Uno dei principali obiettivi di guerra è la restituzione degli ostaggi, tutti gli ostaggi, vivi e morti. E stiamo per raggiungere questo obiettivo”. Il premier israeliano “non avrebbe potuto raggiungere questo obiettivo senza lo straordinario aiuto del presidente Donald Trump e del suo team, Witkoff e Kushner. Hanno lavorato instancabilmente con Ron (Dermer, ndr) e il suo team, il nostro team. E questo, insieme al coraggio dei nostri soldati, nell’entrare a Gaza e nell’unire la pressione militare e diplomatica che ha isolato Hamas, credo ci abbia portato a questo punto”.

Il piano era stato firmato nella notte tra mercoledì e giovedì dai negoziatori di Israele e Hamas a Sharm El Sheikh, in Egitto. Il cessate il fuoco dovrebbe cominciare entro la notte di venerdì 10 ottobre, l’esercito dello Stato Ebraico dovrebbe cominciare una ritirata rimanendo comunque in controllo di parte del territorio della Striscia. La liberazione degli ostaggi rapiti il 7 ottobre e prigionieri nella Striscia dovrebbe avvenire lunedì prossimo, dovrebbero essere una ventina quelli ancora vivi. Non è chiaro se con quelle lugubri e indegne cerimonie messe in scena da Hamas negli altri scambi di prigionieri.

Israele in cambio dovrebbe liberare dei prigionieri palestinesi detenuti, spesso con processi sommari e detenzioni amministrative nelle carceri dello Stato ebraico. Dovrebbero essere circa 250 condannati all’ergastolo e quasi duemila in prigione dopo il 7 ottobre del 2023. Non è chiaro neanche se la condizione richiesta da Hamas, della protezione degli USA su eventuali futuri bombardamenti di Israele dopo la liberazione degli ostaggi, è stata ottenuta.

Non dovrebbe essere liberato, appare ormai chiaro, il leader politico palestinese, Marwan Barghouti, in carcere da 20 anni. Secondo Middle East Eye, il nome di Barghouti era nella lista dei prigionieri firmata dai mediatori tra cui lo statunitense Steve Witkoff, prima che venisse cancellato all’ultimo dall’ufficio di Netanyahu. La moglie del leader sarebbe ancora al Cairo a insistere sulle trattative per la liberazione del marito nello scambio di prigionieri.

Alti funzionari degli Stati Uniti hanno annunciato, secondo quanto riportato da Associated Press e Haaretz, che saranno inviati circa 200 militari in Israele per monitorare l’accordo di cessate il fuoco. “Le truppe americane non entreranno nella Striscia di Gaza”, hanno specificato mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) istituirà un “centro di coordinamento civile-militare” con l’obiettivo di facilitare il flusso degli aiuti umanitari e fornire assistenza logistica e di sicurezza al territorio.

10 Ottobre 2025

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