Partito l'assedio
Carri di Gedeone II, al via l’occupazione di Gaza da parte di Israele
L’esercito israeliano avverte: nessun risultato rapido. Netanyahu punta a una strategia autarchica, mentre il Qatar accusa Israele di sabotare i negoziati.
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Israele ha completato gli ultimi preparativi per l’offensiva terrestre su Gaza City, radunando centinaia di carri armati, veicoli di trasporto truppe e bulldozer lungo il confine settentrionale della Striscia. Lo riporta Ynet, secondo cui unità di fanteria regolare guideranno l’incursione, supportate dalle brigate già operative sui fianchi della città.
L’operazione, denominata biblicamente “Carri di Gedeone II”, si svolgerà gradualmente, con le brigate di combattimento che stringono un anello attorno alla città, riporta ancora Ynet. Tuttavia, l’esercito israeliano ha avvertito i leader politici di non aspettarsi risultati rapidi: i comandanti prevedono almeno tre o quattro mesi di combattimenti e non credono che Hamas si arrenderà, anche se Israele conquistasse zone chiave di Gaza City. In vista dell’operazione israeliana per conquistare Gaza City, Hamas ha spostato gli ostaggi in superficie, in case e tende, per impedire all’esercito di operare in determinate aree, hanno riferito fonti palestinesi a Gaza all’emittente pubblica israeliana Kan.
«Alla luce di ciò che Netanyahu sta facendo – inclusa la distruzione degli edifici nella Striscia e il tentativo di sradicare i residenti – non ci preoccuperemo degli ostaggi israeliani più di quanto lo faccia lui. Il suo comportamento dimostra disinteresse per la vita dei rapiti. Per lui non significano nulla». Lo ha dichiarato in un’intervista ad al-Jazeera l’alto funzionario di Hamas Taher al-Nounou. Domenica, la madre dell’ostaggio Guy Gilboa-Dalal ha dichiarato di essere stata informata che suo figlio è trattenuto in superficie a Gaza City, dopo che la settimana scorsa Hamas aveva pubblicato un video in cui lo si vedeva sul sedile posteriore di un’auto.
Secondo le nuove stime delle Forze di difesa israeliane, finora oltre 320mila palestinesi hanno evacuato da Gaza City in altre zone della Striscia, in vista dell’offensiva pianificata dall’esercito contro Hamas nella zona. L’Idf stima che circa 20mila persone abbiano lasciato Gaza City durante la notte. Lo riporta Times of Israel. Dall’alba di ieri, almeno 64 persone – tra le quali due gemelli di sei anni – sono state uccise negli attacchi israeliani in tutta la Striscia di Gaza. Tra le vittime, 32 sono state uccise a Gaza City. Lo riporta al- Jazeera.
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir, ha rilasciato una dichiarazione durante una cerimonia della polizia israeliana in cui ha annunciato la costruzione di un complesso residenziale per la polizia sul lungomare di Gaza. «Le anime buone stanno cercando di creare una frattura tra noi: non servirà a nulla», ha dichiarato il ministro secondo quanto riportato da Ynet. Ben-Gvir ha poi aggiunto: «Il mio piano è completare l’operazione decisiva a Gaza City e costruire un lussuoso complesso residenziale per la polizia con vista sul mare. Sarà in uno dei luoghi più belli del Medio Oriente. Gli insediamenti portano sicurezza, ed è tempo per gli insediamenti ebraici a Gaza».
Parla Netanyahu e racconta la sua Israele
Israele sarà «una super Sparta» di fronte all’isolamento globale. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano parlando delle sanzioni nei confronti di Israele e degli «investimenti dei Paesi ostili» che pongono il Paese «in una sorta di isolamento». Per questo, Netanyahu ha sottolineato che Israele deve prepararsi a una nuova realtà economica. «Dovremo adattarci a un’economia con caratteristiche autarchiche. Sono un sostenitore del libero mercato, ma per sopravvivere dovremo garantire la capacità di produrre noi stessi ciò che è necessario per la sicurezza nazionale, in particolare l’industria bellica. Siamo Atene e Sparta, o forse Super-Sparta. Non abbiamo scelta», ha affermato il premier israeliano nel corso di una conferenza sull’economia a Gerusalemme, alla presenza del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Lo “sterminatore di Gaza” veste i panni della vittima. Netanyahu ha detto di sentirsi «minacciato anche lui dalla violenza politica», quando gli è stato chiesto di commentare l’omicidio dell’attivista conservatore americano Charlie Kirk. Israele sta subendo una «violenza straordinaria» da parte degli oppositori politici, ha affermato Netanyahu parlando accanto al Segretario di Stato americano Marco Rubio in visita in Israele.
Definendo i suoi oppositori una «minaccia alla democrazia», il premier israeliano ha dichiarato di essere minacciato anche lui e ha definito Trump “l’amico più grande che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”. E visto che c’era, Netanyahu fa pressing sul compiacente Rubio per avere il via libera degli USA all’annessione israeliana della Cisgiordania. Israele sta chiaramente “cercando il fallimento” dei negoziati per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. Lo ha dichiarato l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al- Thani, all’apertura del vertice arabo di Doha, a pochi giorni dall’attacco israeliano contro i vertici di Hamas nella capitale qatarina. «Chiunque attacchi una parte mediatrice cerca il fallimento dei negoziati e se il rilascio degli ostaggi significa la fine della guerra, allora non è interessato a questo», ha spiegato. Per poi denunciare: “Israele vuole assicurarsi che Gaza non sia più vivibile”.
Dalla parte dei più indifesi tra gli indifesi: i bambini
«I diritti dei bambini sono continuamente a rischio e vengono lesi non soltanto nelle zone di guerra, dove siamo in presenza di una vera emergenza umanitaria che colpisce in particolare l’infanzia. Penso al ricordo straziante di bambini in condizioni disperate di denutrizione come in Sudan, i bambini rapiti e sottratti alle loro famiglie come in Ucraina, i bambini anche neonati uccisi o rapiti come nella turpe giornata del 7 ottobre, i bambini che muoiono per fame anche quando ricoverati per denutrizione in ospedali che sono senza mezzi e spesso vengono distrutti dai bombardamenti, come nella disumana ostinata condizione di Gaza. Questo stato di cose rappresenta un peso di inciviltà insostenibile per la comunità internazionale. Sono queste le tragiche conseguenze della brutale violenza delle guerre». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo il premio Burgio al Quirinale. Secondo le autorità di Gaza, i bambini uccisi dall’Idf dall’inizio della guerra sono oltre 19mila.