La guerra
Israele ordina l’evacuazione totale di Gaza City: sì di Netanyahu alla proposta Trump per “finire il conflitto”
Sono notizie sulla carta contrastanti quella che arrivano da Israele. Da Gerusalemme infatti il ministro degli Esteri dello stato ebraico, Gideon Saar, ha annunciato che il governo di Benjamin Netanyahu accetta ufficialmente la proposta di accordo avanzata dal presidente Trump per la fine delle ostilità. “Israele desidera porre fine alla guerra a Gaza sulla base della proposta del presidente Trump e in conformità ai principi stabiliti dal gabinetto di sicurezza”, le parole di Saar.
Un via libera che però deve ricevere un secondo ok, quello di Hamas. Ma dal gruppo radicale islamico che controlla la Striscia di Gaza nella giornata di ieri arrivavano forti dubbi sull’intesa. Fonti vicine ad Hamas avevano fatto sapere di considerare le proposte sul tavolo per un cessate il fuoco “piene di insidie e mine che devono essere disinnescate, affinché includano condizioni eque in grado di soddisfare le richieste di tutte le parti, con particolare attenzione alla fine del conflitto, priorità assoluta per Hamas e le fazioni palestinesi”. Le fonti avevano inoltre hanno riferito che alcune delle idee discusse prevedono la consegna di tutti gli ostaggi nel primo giorno di cessate il fuoco, una condizione giudicata “difficilmente realizzabile”.
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Uno dei problemi più evidenti per Hamas nella proposta americana per il rilascio degli ostaggi in cambio della fine del conflitto è relativa ad una clausola sul ritiro delle forze armate israeliane nella Striscia. Secondo questa clausola, di cui parla Channel 12 citando una fonte informata sul dossier, “il ritiro israeliano completo, senza eccezioni, compreso dal perimetro (della Striscia), avverrà solo in base alla capacità del nuovo governo di Gaza di garantire la sicurezza”. Clausola che per Hamas è nei fatti una “trappola”, perché concederebbe ad Israele un diritto di veto sulla tempistica del ritiro e sulla configurazione del nuovo meccanismo di governo a Gaza nel giorno dopo la guerra.
A complicare ulteriormente lo scenario è l’operazione militare israeliana a Gaza, ormai vicina al punto di non ritorno. Per la prima volta infatti l’IDF, le Forze di Difesa Israeliane, hanno emesso un ordine di evacuazione generale per tutti i residenti di Gaza City, dove si stima vi siano ancora 900mila palestinesi.
L’avviso di evacuazione è arrivato anche con lancio di volantini e messaggi sui cellulari in lingua araba. L’esercito ritiene che a Gaza City Hamas stia tenendo prigionieri 8-10 ostaggi ancora in vita. L’annuncio di evacuazione diffuso dal portavoce dell’esercito fornisce anche un numero di telefono “per segnalare i posti di blocco istituiti da Hamas o i suoi tentativi di impedire l’evacuazione”.
דיווחים בעזה: כרוזים הוטלו בידי צה”ל – שבהם נקראים התושבים להתפנות דרומה למוואסי בח’אן יונס@sapirlipkin pic.twitter.com/o0Fd71Jzra
— החדשות – N12 (@N12News) September 9, 2025
La richiesta da parte del portavoce in lingua araba dell’IDF ha chiesto alla popolazione palestinese ancora a Gaza City di recarsi ad al Mawasi, nel sud della Striscia, che Israele definisce una “zona sicura”. Si tratta di una definizione a dir poco discutibile: l’esercito ha più volte bombardato l’area in questi mesi, uccidendo civili e distruggendo gran parte di edifici e strade.