Il bilancio di Save the Children

Strage di bambini a Gaza: Israele ne uccide uno ogni ora

Il totale supera i 20mila: il 2% della popolazione infantile della Striscia. Almeno 1000 sotto un anno di età. A centinaia sono nati e morti durante il conflitto

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

9 Settembre 2025 alle 19:00

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Strage di bambini a Gaza: Israele ne uccide uno ogni ora

Gaza, il silenzio degli innocenti. In media, almeno un bambino palestinese è stato ucciso ogni ora dalle forze israeliane a Gaza in quasi 23 mesi di guerra, per un totale che supera ormai i 20.000. È il drammatico bilancio diffuso da Save the Children, che cita gli ultimi dati pubblicati dall’ufficio stampa del governo di Gaza, controllato da Hamas. Dei 20.000 uccisi – circa il 2% della popolazione infantile di Gaza – almeno 1.009 avevano meno di un anno, e quasi la metà (450) di questi neonati è nata durante la guerra e a causa di essa è stata uccisa.

Secondo Save the Children, migliaia di altri bambini sono dispersi o presumibilmente sepolti sotto le macerie. Dopo 23 mesi di guerra, la vita dei bambini sopravvissuti è a rischio ogni giorno. La carestia nel governatorato di Gaza rischia di estendersi nelle prossime settimane, con oltre un milione di persone, circa la metà delle quali bambini, che già sono costretti ad affrontare una situazione di fame a livelli catastrofici, il peggiore stadio, la Fase IPC5. Almeno 132.000 bambini di età inferiore ai cinque anni rischiano di morire di malnutrizione acuta e almeno 135 bambini sono già morti di fame, 20 dei quali da quando è stata dichiarata la carestia il 22 agosto, secondo il ministero della Salute della Striscia. Le forze israeliane hanno intensificato i bombardamenti nella Striscia di Gaza, danneggiando il 97% delle scuole, il 94% degli ospedali e uccidendo bambini, che una probabilità di morire sette volte maggiore per ferite da esplosione rispetto agli adulti. I loro corpi, più piccoli e fragili, sono più vulnerabili ai traumi e richiedono cure mediche specialistiche adeguate alla loro età.

I genitori sono sopraffatti da un dolore profondo, impossibile da elaborare. Sopravvivono alla malnutrizione, agli sfollamenti forzati e ai bombardamenti continui, mentre piangono i loro bambini massacrati. Alcuni hanno visto i propri figli fatti a pezzi dalle esplosioni e parlano di un dolore disumano, dell’impossibilità di dare un ultimo abbraccio, di essere stati privati di un addio. Ricordano gli abbracci mancati, le risate, i pianti, persino i piccoli dispetti. Per loro, ogni respiro è un dolore rinnovato”, hanno raccontato alcuni operatori di Save the Children a Gaza, supportano quotidianamente i genitori nella Striscia, in particolare quelli i cui figli sono stati uccisi in questa guerra.

Si tratta di una statistica vergognosa, abbiamo toccato nuovamente il punto più basso in una guerra caratterizzata da un flusso costante di vittime. E, cosa ancora peggiore, lo avevamo previsto. Attacchi sistematici a case, parchi giochi, scuole e ospedali, carestia: il mondo non sta facendo nulla per fermarli. Questa è una guerra crudele, scellerata e deliberata contro i bambini di Gaza e il loro futuro, una generazione rubata. Se la comunità internazionale non interviene, ci troveremo di fronte al rischio concreto dell’annientamento totale delle future comunità palestinesi”, dichiara Ahmad Alhendawi, Direttore Regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa Orientale. “In questo conflitto sono stati commessi crimini atroci, inclusi crimini contro l’umanità e crimini di guerra. La Corte Internazionale di Giustizia (Cig) sta ora valutando se si tratti di un genocidio. Il rischio plausibile di un genocidio è sufficiente per innescare un’azione urgente. Tutti gli Stati hanno l’obbligo legale di prevenire il crimine di genocidio. Tutti gli Stati devono agire con decisione prima che sia troppo tardi”. Save the Children chiede un cessate il fuoco immediato e permanente e un accesso immediato e senza restrizioni per fornire aiuti salvavita ai bambini e alle famiglie in tutta Gaza. I bambini hanno diritto a beneficiare di protezioni aggiuntive e rafforzate dal diritto internazionale umanitario a causa dell’impatto sproporzionato e dei danni accelerati che il conflitto ha su di loro, sia direttamente che indirettamente, fisicamente e mentalmente. Il rispetto di queste regole è un atto di umanità e non è facoltativo. Tutti gli Stati devono interrompere immediatamente il trasferimento di armi, componenti e munizioni utilizzate contro bambini e civili. Così Save the Children. Secondo il Comitato Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità a Gaza sono almeno 21.000 i bambini e le bambine che hanno riportato ferite che hanno determinato una disabilità, più della metà permanente; 40.500 bambini e bambine hanno riportato ferite legate alla guerra negli ultimi due anni. Più della metà ora vive con una disabilità. Gaza, così si uccide l’infanzia.

9 Settembre 2025

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