10 bombe israeliane su Doha: “Ok di Trump”

Così Israele ha colpito i vertici di Hamas a Doha: il raid con l’ok di Trump

La Casa Bianca conferma: “Avvisati poco prima dell’attacco”. Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Smotrich: “Nessuno si salva dalla mano di Israele”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

10 Settembre 2025 alle 12:30

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Così Israele ha colpito i vertici di Hamas a Doha: il raid con l’ok di Trump

Non c’è confine che tenga. Capitali inviolabili. È toccato al Libano, all’Iran, alla Siria, al Libano. Ora è la volta del Qatar. Il nome ufficiale dell’attacco alla leadership di Hamas in Qatar è «Atzeret HaDin», che si può tradurre come «Giorno del Giudizio». Il nome evoca la festività ebraica di Shemini Atzeret, durante la quale Hamas ha attaccato il sud di Israele il 7 ottobre 2023. Un secondo nome è stato attribuito dai militari in Israele all’operazione contro la leadership di Hamas riunita a Doha: “Fire summit”. Secondo Ynet, erano presenti all’incontro Khalil al-Hayya, Khaled Mashaal, Muhammad Darwish, Razi Hamad e Izzat al-Rishq. L’operazione è stata coordinata in anticipo con gli americani ed è stata approvata dal gabinetto ristretto israeliano, ma tenuta nascosta al resto dei ministri. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir e il comandante dell’aeronautica militare Tomer Bar hanno diretto l’operazione personalmente a causa della vicinanza dell’obiettivo ai sistemi di difesa aerea dell’Iran.

L’emittente saudita Al-Hadath ha riportato l’uccisione dei dirigenti di Hamas Khalil Al-Hayya, Zaher Jabarin, Khaled Meshaale Nizar Awadallah. L’attacco israeliano, che ha preso di mira i leader di Hamas a Doha, ha “colpito la residenza del capo negoziatore Khalil Al-Hayya, mentre l’incontro dei vertici si teneva in una casa vicina’’, utilizzata in precedenza dal defunto leader del movimento Ismail Haniyeh. Lo ha dichiarato una fonte di Hamas al sito del quotidiano Al-Sharq Al-Awsat spiegando che la casa utilizzata da Haniyeh “è stata colpita, ma con minore intensità’’. La fonte ha spiegato al quotidiano panarabo che il luogo in cui si trovavano i leader di Hamas veniva “occasionalmente utilizzato per ospitare riunioni riservate e ha ipotizzato che la scelta di questa sede potrebbe aver contribuito alla sopravvivenza della maggior parte dei membri della delegazione’’. La fonte ha inoltre sottolineato che almeno due leader di Hamas “sono rimasti feriti nell’attacco, mentre il figlio di Al-Hayya e il suo segretario sono stati uccisi”. In attesa della verifica finale, fonti della sicurezza israeliana ritengono che sei alti esponenti di Hamas siano stati uccisi nell’attacco di oggi pomeriggio a Doha. Lo riferisce il notiziario di Channel 12.

Sono oltre 10 i caccia israeliani che hanno partecipato al raid di «precisione» che ha preso di mira una riunione della leadership di Hamas a Doha. Lo riferiscono i media israeliani, precisando che nel corso dell’operazione sarebbero stati lanciati simultaneamente circa una dozzina di missili. Un alto funzionario della Casa Bianca ha confermato in una conversazione con la rete televisiva israeliana Channel 12 che “l’amministrazione Trump è stata informata da Israele poco prima dell’attacco contro alti funzionari di Hamas in Qatar”. “Oggi a mezzogiorno, alla luce di un’opportunità operativa e dopo consultazioni con tutti i vertici del sistema di sicurezza, il premier Netanyahu e il ministro della Difesa Katz hanno deciso di attuare l’istruzione data ieri sera (lunedì, ndr) dopo l’attentato a Gerusalemme e l’attacco all’Idf a Gaza. Lo Shin Bet e l’Idf hanno eseguito l’operazione a Doha in modo preciso ed efficace”. Lo scrive in una nota l’ufficio del primo ministro israeliano specificando che si tratta di una dichiarazione congiunta con Katz.

Il Qatar ha definito «codardo» l’attacco israeliano contro la sede di Hamas a Doha. «È una flagrante violazione di ogni diritto internazionale», si legge nel comunicato governativo diffuso dalla tv al Jazeera. Secondo la fonte il governo qatarino ha aperto una inchiesta «gestita dai più alti livelli» istituzionali del Paese. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, ha condannato «nei termini più forti possibili» l’attacco, che costituisce una «flagrante violazione» delle leggi internazionali e una «grave minaccia» per la popolazione del Qatar, ha aggiunto. «Lo Stato del Qatar condanna fermamente questo attacco e afferma che non tollererà questo comportamento sconsiderato da parte di Israele, né la continua manomissione della sicurezza della regione, né qualsiasi azione volta alla sua sicurezza e sovranità», conclude la dichiarazione.

L’erede al trono e leader “de facto” dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, nel quale ha espresso “condanna per il palese attacco israeliano contro lo Stato fratello del Qatar, che costituisce un atto criminale e una flagrante violazione del diritto e delle norme internazionali”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale saudita Spa, precisando che Mbs – l’acronimo con cui il principe saudita è noto in Occidente – ha sottolineato che il suo Paese metterà “tutte le sue capacità” a disposizione del Qatar per proteggere la sua sicurezza e preservare la sua sovranità. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato l’attacco israeliano contro la leadership di Hamas a Doha.
Le bombe di Doha hanno seppellito gli “Accordi di Abramo”, vanto di Donald Trump. Condannano l’Ue, il Papa, il segretario generale delle Nazioni Unite. Ma il “piromane di Tel Aviv” se ne frega. Il Medio Oriente esplode. Il mondo trema. A ragione.

10 Settembre 2025

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