Caos a destra

Regionali, destra in stallo: la strategia dell’attesa di Meloni, che aspetta il voto nelle Marche per scegliere i candidati

Politica - di Redazione

9 Settembre 2025 alle 13:14

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Photo by Roberto Monaldo / LaPresse
Photo by Roberto Monaldo / LaPresse

Se il centrosinistra, tra i soliti psicodrammi del genere, ha alla fine faticosamente raggiunto una intesa per i candidati alle prossime elezioni regionali previste in Campania, Toscana, Veneto, Marche e Puglia, al netto dei “mal di pancia” ancora chiaramente visibili a Bari (con i rapporti tesi tra il candidato Dem Antonio Decaro e i suoi predecessori Vendola ed Emiliano) e Napoli (col riottoso De Luca a dir poco scontento della scelta di puntare sul 5 Stelle Roberto Fico), a destra la situazione è in alto mare.

Le trattative sono infatti in una fase di stallo, legato in particolare alle mosse di Fratelli d’Italia e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quest’ultima intende infatti legare le scelte dei nomi, e dei partiti che potranno dunque mettere in campo il proprio candidato nelle Regioni al voto, all’esito del voto nelle Marche del 28 e 29 settembre.

È qui che la premier si gioca politicamente una grossa fetta del suo potere all’interno della coalizione. Nelle Marche l’uscente Francesco Acquaroli, un fedelissimo di Meloni, si gioca la riconferma contro l’ex sindaco di Pesaro ed eurodeputato Matteo Ricci: stando agli ultimi sondaggi sarà una partita decisa all’ultimo voto.

I rumours vogliono la presidente del Consiglio decisa ad aspettare i risultati dalle Marche e solo in seguito decidere i prossimi passi con gli alleati. Una linea che non piace, per usare un eufemismo, a Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega vorrebbe infatti un vertice di maggioranza sulle regionali già in settimana, forse mercoledì, ma che stando alle ultime voci potrebbe slittare.

Un pressing, quello del Carroccio, legato soprattutto alla partita del Veneto. Qui lascerà, per il limite dei mandati, il “doge” Luca Zaia. Al suo posto Salvini vede come possibile erede il 32enne vice Alberto Stefani, ma in generale per il segretario della Lega la questione è chiara: nella Regione il candidato dovrà essere espressione del suo partito, nonostante gli “appetiti” sempre più evidenti da Fratelli d’Italia per il Veneto, anche considerando il peso politico di FdI ma la sua scarsa rappresentanza alla guida delle Regioni in mano al centrodestra.

di: Redazione - 9 Settembre 2025

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