Il progetto rivelato dal WP

La sfarzosa e incredibile Riviera di Gaza: grattacieli, resort di lusso e palestinesi evacuati nel piano di Trump per la Striscia

A febbraio il video generato con l'ia che aveva indignato il mondo, oggi il piano svelato della Casa Bianca. L'amministrazione americana di 10 anni, il polo turistico e ipertecnologico nello stile delle monarchie del Golfo Persico

Esteri - di Redazione Web

1 Settembre 2025 alle 11:43

Condividi l'articolo

FOTO DA WP
FOTO DA WP

Lo scorso febbraio un video sui social mostrava la “Trump Gaza” con il Presidente degli Stati Uniti a bordo piscina con il premier Benjamin Netanyahu, un’enorme statua dorata dello stesso Donald Trump al centro della città, il magnate Elon Musk che mangiava hummus sorridente sotto una pioggia di dollari. In 31 secondi quel video aveva sconvolto la comunità internazionale mentre a Gaza secondo la rivista medica The Lancet oltre 70mila persone erano state uccise nell’operazione militare lanciata da Israele in risposta agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.

Quelle immagini generate con l’intelligenza virtuale appaiono meno una sparata di pessimo gusto e più un vero e proprio progetto oggi, dopo il piano pubblicato dal quotidiano statunitense Washington Post. 38 pagine per immaginare una Striscia in futuro simile a quello che sono oggi le aree e le metrpoli ipertecnologiche e turistiche delle monarchie del golfo Persico. È intitolato “the GREAT Trust”, la grande speranza. “Da un proxy del regime iraniano demolito a un prosperoso alleato abramitico”. L’acronimo GREAT sta per: GAZA RECONSTRUCTION, ECONOMIC ACCELERATION AND TRANSFORMATION. Alcuni degli autori sono gli stessi ideatori della Gaza Humanitarian Foundation, la controversa ong creata con Israele per controllare e distribuire gli aiuti ma accusata di bloccare gli stessi nella Striscia, spesso al centro di attacchi dello stesso esercito.

Le pagine del progetto pubblicate dal WP mostrano grattacieli, infrastrutture, grandi opere. Le immagini sono generate dall’intelligenza artificiale. L’idea è quella di trasformare la costa della Striscia in un enorme resort, di stabilire nel nord un polo tecnologico e industriale intitolato al magnate Elon Musk, di costruire città ipertecnologiche nell’interno del territorio e una grande strada circolare intitolata al principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. La riviera si estenderebbe anche nel mare con isole artificiali. Nel dossier compare anche la foto di un grattacielo nello stile del bosco verticale di Milano.

 


Non soltanto uno scintillante e sfarzoso piano infrastrutturale, ma anche un problematico progetto di trasferimento della popolazione. Si legge “trasferimento volontario” dei palestinesi: cinquemila dollari e altri aiuti come cibo per un anno e sussidi per quattro anni. Chi invece dovesse scegliere di restare dovrebbe essere inizialmente ospitato in “strutture temporanee” e successivamente destinato ad appartamenti nelle nuove città.

Quello del trasferimento dei circa due milioni di abitanti della Striscia di Gaza – dati inaffidabili, considerando la carneficina ancora in corso, anzi accelerata dalle operazioni lanciate su Gaza City ad agosto dal premier israeliano Benjamin Netanyahu – è l’aspetto più a dir poco controverso. Un esodo forzato, un trasferimento contrario alle leggi del diritto internazionale che tra l’altro preoccupa i Paesi Arabi che erano stati individuati come i principali candidati a dover accogliere un popolo scacciato.

Ancora non è chiaro se il progetto sia stato formalmente adottato a Washington o se soltanto informalmente discusso e circolato all’interno dell’amministrazione. Non è completamente chiara nemmeno l’entità dell’investimento economico né in quale contesto politico sarà avviato il progetto dopo la carneficina in corso dopo la risposta di Israele ai massacri di Hamas del 7 ottobre 2023. Si legge di un’amministrazione fiduciaria americana per dieci anni e di una generica “entità palestinese” mentre la gestione condivisa dovrebbe essere affidata a una sorta di fondo costituito da accordi in primis tra Israele e USA. La notizia del piano diffuso non è stata commentata dalla Casa Bianca.

 

1 Settembre 2025

Condividi l'articolo