Il Patriarca di Gerusalemme

Chiesa colpita da Israele a Gaza, il cardinale Pizzaballa: “Colpiti i cristiani ma ogni giorno decine di morti, non lasciamo la Striscia”

Il porporato dopo l'attacco all'unica parrocchia nella Striscia: "Non siamo un obiettivo. Israele dice che è stato un errore. Anche se tutti qui credono che non sia così"

News - di Antonio Lamorte

18 Luglio 2025 alle 11:48

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Latin Patriarch Pierbattista Pizzaballa, the top Catholic clergyman in the Holy Land, gives a speech as he arrives at the Church of the Nativity, traditionally believed to be the birthplace of Jesus, on Christmas Eve in the West Bank city of Bethlehem, Tuesday, Dec. 24, 2024. (AP Photo/Matias Delacroix) Associated Press/LaPresse
Latin Patriarch Pierbattista Pizzaballa, the top Catholic clergyman in the Holy Land, gives a speech as he arrives at the Church of the Nativity, traditionally believed to be the birthplace of Jesus, on Christmas Eve in the West Bank city of Bethlehem, Tuesday, Dec. 24, 2024. (AP Photo/Matias Delacroix) Associated Press/LaPresse

Per il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, “è ora di fermare questa guerra che è sempre stata assurda e ora è ancora più insensata. Oggi hanno colpito i cristiani, ma ogni giorno muoiono ancora decine di persone nella Striscia”. Al Corriere della Sera ha assicurato che la Chiesa non se ne andrà dalla Striscia dopo l’attacco alla chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City, sede dell’unica parrocchia cattolica nella Striscia. “Assolutamente no. Noi rimaniamo. Qualsiasi cosa accada”.

Non era mai stata colpita l’unica parrocchia cattolica nella Striscia. È successo ieri mattina. Tre morti e nove feriti tra cui il parroco argentino Gabriel Romanelli. Già ieri Pizzaballa aveva parlato di un colpo di artiglieria di un carro armato. L’esercito israeliano ha annunciato un’indagine sull’accaduto e pubblicato un comunicato in cui spiegava di non prendere di mira intenzionalmente i luoghi di culto.

500 persone vivevano all’interno della parrocchia gestita dal patriarcato di Gerusalemme, un luogo di riparo per i civili. Anche una cinquantina di persone con disabilità. Sono stati tutti evacuati, alcuni senza poter portare con sé i respiratori che permettono loro di sopravvivere. Papa Francesco aveva sempre espresso grande attenzione verso la parrocchia, spesso telefonava per offrire il suo sostegno e la sua solidarietà. Appena qualche giorno un ordine di sgombero israeliano della zona.

“Non siamo un obiettivo. Loro dicono che è stato un errore. Anche se tutti qui credono che non sia così”, ha commentato Pizzaballa. Non sa dire se l’attacco sia stato un avvertimento. “Non amo le dietrologie. È un fatto che è accaduto. Noi continueremo ancora a occuparci della situazione drammatica della gente. A portare gli aiuti necessari al sostentamento”. La situazione è peggiorata molto negli ultimi tempi, ha confermato il cardinale. Sia a livello di servizi che di aiuti primari.

18 Luglio 2025

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