Le politiche di esternalizzazione Ue

Altri 33 deportati nei lager tunisini, ecco le prove

La guardia tunisina, finanziata dal governo italiano, ha lasciato almeno 4 naufraghi in mare e ha costretto gli altri a tornare in Tunisia. Conversazione in vhf con gli italiani

Esteri - di Flore Murand

16 Luglio 2025 alle 16:30

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AP Photo/Anis Mili – Associated Press/ LaPresse
AP Photo/Anis Mili – Associated Press/ LaPresse

Sos Humanity pubblica le prove di un respingimento illegale e della scomparsa di 4 persone durante un’operazione della Guardia costiera tunisina e della Guardia costiera italiana Venerdì 11 luglio, il nostro equipaggio è riuscito a salvare 26 persone da un gommone sovraffollato e non idoneo alla navigazione, senza giubbotti di salvataggio, nelle acque internazionali della zona di ricerca e soccorso libica.

Il porto sicuro (PoS) assegnato dalle autorità italiane è Brindisi. Il caso di emergenza è stato individuato col binocolo da bordo venerdì mattina. Intorno alle 11:15 ora italiana, il soccorso di un’imbarcazione sovraffollata è stato completato e tutti i 26 sopravvissuti sono stati portati in salvo a bordo. Erano partiti da Zuwiyah e avevano trascorso 30 ore in mare. La maggior parte dei sopravvissuti, tra cui anche minori, proviene dal Sudan devastato dalla guerra, mentre altri provengono dall’Egitto, dal Mali e dalla Costa d’Avorio. Poco dopo aver completato il salvataggio, Humanity 1 ha ricevuto una richiesta di soccorso da un aereo Frontex che segnalava circa 70 persone in pericolo. L’aereo dell’Ong Seabird 1 era sul posto, ha confermato il caso di emergenza, specificando che l’imbarcazione era alla deriva. Humanity 1 ha proceduto a prestare assistenza sotto il coordinamento del Centro di coordinamento italiano (Mrcc).

Durante la navigazione, l’equipaggio di Humanity 1 ha ascoltato una conversazione radio VHF tra la Guardia costiera tunisina e quella italiana riguardo a un’operazione in mare: la Guardia Costiera tunisina ha riferito di aver preso a bordo 33 persone, mentre la Guardia Costiera italiana ha segnalato 27 persone a bordo della propria imbarcazione, indicando che quattro persone erano disperse. Il Mrcc italiano ha successivamente informato l’equipaggio di Humanity 1 che le persone erano state “soccorse” e ha ordinato alla nave di procedere verso Brindisi. Le prove raccolte da Sos Humanity da bordo di Humanity 1 confermano un respingimento illegale da parte della Guardia Costiera tunisina, che ha costretto 33 persone a tornare in Tunisia e ha lasciato almeno 4 persone disperse in mare. L’intercettazione coercitiva da parte della Guardia costiera tunisina è stata pubblicata per la prima volta da Maldusa e Mediterranean Hope sulla base delle testimonianze dei sopravvissuti sbarcati a Lampedusa dopo essere stati soccorsi dalla Guardia Costiera italiana venerdì 11 luglio.

Questa pubblicazione rispecchia le prove raccolte in mare da Humanity 1. Questo è l’ennesimo esempio delle conseguenze mortali delle politiche di esternalizzazione della Ue: con il sostegno della Ue e dei suoi Stati membri, le persone in cerca di protezione vengono lasciate morire e i rifugiati vengono riportati in Tunisia contro il diritto internazionale, dove sono sottoposti a detenzione arbitraria, discriminazione razziale ed espulsioni collettive nel deserto. La Guardia Costiera tunisina non effettua operazioni di ricerca e soccorso in conformità con il diritto internazionale, ma costringe illegalmente le persone a tornare in Tunisia nonostante la Guardia Costiera italiana sia sul posto per soccorrerle e portarle in un luogo sicuro. Questa è la chiara conseguenza dell’esternalizzazione sistematica delle operazioni di ricerca e soccorso alla Guardia Costiera tunisina da parte dell’UE e dei suoi Stati membri. La perdita di quattro vite umane e il ritorno forzato di 33 persone in Tunisia, dove i loro diritti non sono tutelati, è l’ennesima prova lampante delle politiche migratorie letali dell’Europa e della sua diretta responsabilità per queste violazioni dei diritti umani in mare.

*Responsabile stampa Sos Humanity

16 Luglio 2025

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