Scuola

Perché gli studenti boicottano l’orale dell’esame di maturità: “C’è più bisogno di ascolto che di giudizio”

Gli episodi che stanno interrogando e indignando opinione pubblica e addetti ai lavori. E Valditara annuncia con la solita verve repressiva la riforma: "Chi non risponderà, ripeterà l'anno"

News - di Redazione Web

11 Luglio 2025 alle 13:59

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esami di maturita al Liceo Classico Arnaldo, Brescia 19 giugno 2024. La Presse Riccardo Bortolotti
esami di maturita al Liceo Classico Arnaldo, Brescia 19 giugno 2024. La Presse Riccardo Bortolotti

Quella di quest’anno passera alla storia come l’estate degli esami di maturità senza risposta, degli orali boicottati dagli studenti a un passo dal diploma ma ormai sicuri del diploma. Una sorta di tendenza che sta scandalizzando, interrogando, indignando, stranendo opinione pubblica e settore. Almeno tre casi fino a oggi che hanno fatto scattare il governo con la solita verve repressiva: il ministro dell’Istruzione Valditara a RaiNews24 ha annunciato una riforma secondo la quale chi boicotterà l’orale dell’esame di maturità dovrà ripetere l’anno.

Quando non si risponde alla prova orale dell’Esame di Stato, si prende almeno un credito. Zero non è possibile. Chi è sicuro di passare in base ai calcoli, può prendersi il rischio e fare una scelta dal sapore politico. Il primo era stato Gianmaria Favaretto, 19 anni, che al Liceo Scientifico Fermi di Padova ha rifiutato di rispondere all’orale. Aveva 31 crediti ottenuti al triennio che gli consentivano di raggiungere la soglia minima del 60. A Firenze uno studente all’ultimo anno del Liceo scientifico delle Scuole Pie Fiorentine, arrivato da un percorso in un istituto privato, non ha risposto all’orale in un atto di contestazione al sistema.

“I professori di questo istituto – la durissima risposta in un testo dei commissari – hanno speso con impegno la loro attività didattica perché la tua inclusione avvenisse nel migliore dei modi, ti hanno accolto in qualità di persona e di studente nel corso di questo ultimo anno, nel quale ti sei iscritto all’istituto. Noi commissari esterni, poi, siamo rimasti allibiti perché il tuo percorso scolastico superiore è stato costituito da una serie di anni trascorsi in un istituto privato. Se leggiamo la parola ‘sistema’, da te citata come sistema economico sociale, chiaramente la tua dichiarazione appare contraddittoria. Ti permetti di non affrontare la realtà di un colloquio, previsto dalla struttura scolastica, poiché, da individuo che economicamente se lo è potuto permettere, hai evitato un percorso nella scuola pubblica che per altri studenti non abbienti può risultare difficile”.

L’ultima è stata una liceale a Belluno, secondo episodio in Veneto, iscritta al Liceo Scientifico Galileo Galilei. 19 anni, al Corriere del Veneto ha parlato di una scelta per protestare contro “i meccanismo di valutazione scolastici, l’eccessiva competitività, la mancanza di empatia del corpo docente”. Ha detto che la commissione l’ha ascoltata con interesse. “Per la prima volta credo di aver sentito il loro aspetto umano più profondo”. Per la Rete degli Studenti “sempre più ragazzi e ragazze scelgono, giustamente, di protestare contro questo tipo di maturità e come sindacato studentesco non possiamo che essere d’accordo: c’è un problema e allora forse il ministro dell’Istruzione Valditara dovrebbe ascoltarci invece che girare la testa altrove – ha dichiarato all’ANSA la coordinatrice della Rete degli Studenti Bianca Piergentili – Lo abbiamo detto ormai troppe volte: l’esame di Stato va ripensato. Ad oggi è un esame che non tiene conto né delle esigenze della comunità studentesca e del proprio futuro, né valuta il percorso formativo fatto nei cinque anni di scuola superiore”.

Anche il vicepresidente nazional di Dirigenti Scuola, Roberto Mugnai, ha riconosciuto all’ANSA che i casi “sollevano non pochi interrogativi: si tratta di gesti nati da un disagio vissuto quotidianamente da molti studenti e studentesse pressati da eccessive aspettative scolastiche e familiari. Se da un lato riteniamo che a un esame pubblico sia necessario mantenere un comportamento rispettoso e responsabile, e che sia legittimo attendersi serietà da tutti i candidati, d’altra parte sarebbe superficiale ridurre questi gesti di ‘dissenso civile‘ a semplici mancanze di rispetto. È una richiesta di attenzione rivolta al mondo degli adulti, della scuola e della politica: c’è forse più bisogno di ascolto che di giudizio”.

11 Luglio 2025

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