L'incontro tra i leader a Washington
Il piano segreto di Netanyahu e Trump: 600mila persone da deportare a Rafah
Secondo Katz, il piano prevede il «trasferimento» di 600.000 palestinesi, provenienti principalmente dall’area di al-Muwasi, nella nuova zona. Una volta all’interno, ai residenti non sarà permesso di andarsene
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Il destino di Gaza passa per Washington. E dalla volontà di Donald Trump di imporre a Benjamin Netanyahu una tregua nella Striscia. La delicatezza del momento sta nell’anticipazione che non è in programma alcuna apparizione pubblica per il primo ministro israeliano e il presidente degli Stati Uniti. L’arrivo di Netanyahu alla Casa Bianca è previsto per le 18:30 ora locale, mezzanotte e mezza in Italia, e non sarà comunicato alla stampa, secondo il programma della Casa Bianca. I due ceneranno in privato insieme alle rispettive mogli e, a differenza delle due precedenti visite di Netanyahu quest’anno, non sono previste conferenze stampa o photo opportunity nello Studio Ovale.
Prima della cena con Trump, Netanyahu incontrerà il Segretario di Stato americano Marco Rubio e l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff alla Blair House. Martedì Netanyahu incontrerà il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e i membri del Congresso a Capitol Hill. Domani ha in programma di incontrare il Segretario alla Difesa Pete Hegseth al Pentagono prima di ospitare un gala per i leader delle comunità ebraica ed evangelica. Netanyahu dovrebbe rientrare in Israele giovedì. “Ci sono 20 ostaggi vivi, 30 morti. Sono determinato, siamo determinati, a riportarli tutti indietro. E saremo anche determinati a garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele”, ha detto Netanyahu prima di volare per Washington, sottolineando l’obiettivo di eliminare il potere militare e di governo di Hamas. Una persona a conoscenza dei negoziati ha condiviso con l’Associated Press una copia dell’ultima proposta di cessate il fuoco presentata dai mediatori ad Hamas e la sua veridicità è stata confermata da altre due persone a conoscenza del documento. Tutte e tre hanno parlato a condizione di mantenere l’anonimato, poiché non erano autorizzate a discutere dei colloqui delicati con i media.
Il documento delinea i piani per un cessate il fuoco di 60 giorni, durante i quali Hamas consegnerebbe 10 ostaggi vivi e 18 morti, le forze israeliane si ritirerebbero in una zona cuscinetto lungo i confini di Gaza con Israele ed Egitto e verrebbero apportate ingenti quantità di aiuti. Il documento afferma che gli aiuti sarebbero distribuiti dalle agenzie delle Nazioni Unite e dalla Mezzaluna Rossa Palestinese. Non specifica cosa accadrebbe alla Gaza Humanitarian Foundation, l’organizzazione americana che distribuisce aiuti alimentari da maggio. Israele vuole che sostituisca il sistema coordinato dalle Nazioni Unite. Trump vuole raggiungere un accordo con Netanyahu sulla fine della guerra a Gaza e sui termini per fermarla. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali l’accordo sul tavolo prevede una tregua di 60 giorni con il rilascio di 10 ostaggi in vita e di 18 deceduti. Se un’intesa sul cessate il fuoco fosse raggiunta, la Gaza nel dopoguerra diventerebbe il tema centrale delle trattative durante i 60 giorni di tregua.
Un alto ufficiale delle forze di sicurezza di Hamas ha affermato alla Bbc che il gruppo armato palestinese ha perso il controllo sull’80% della Striscia di Gaza e che i clan armati stanno colmando questo vuoto. “Siamo realistici: non è rimasto quasi nulla della struttura di sicurezza. La maggior parte dei leader, circa il 95%, è ormai morta… Le figure attive sono state tutte uccise”, ha detto, “quindi, cosa impedisce a Israele di continuare questa guerra?”. Secondo l’ufficiale, Hamas ha tentato di riorganizzarsi durante il cessate il fuoco di 57 giorni con Israele all’inizio di quest’anno, riorganizzando i suoi consigli politici, militari e di sicurezza. Ma poi Israele ha posto fine alla tregua a marzo, prendendo di mira le restanti strutture di comando di Hamas e lasciando il gruppo nel caos. “Per quanto riguarda la sicurezza, voglio essere chiaro: è completamente crollata. Completamente distrutta. Non c’è più controllo da nessuna parte”, ha ribadito il funzionario. Il ministero della Salute di Gaza ha riferito che almeno 105 persone sono state uccise e circa 356 ferite nelle ultime 24 ore. Secondo il comunicato, ripreso da Haaretz, dall’inizio della guerra a Gaza sono state uccise 57.523 persone e 136.617 sono rimaste ferite. Come non bastasse, ecco l’ultima trovata di Katz: concentrare tutta la popolazione di Gaza in una città «umanitaria» costruita sulle rovine di Rafah.
È l’intenzione annunciata dal ministro della Difesa israeliano, secondo quanto riportano i media israeliani. Katz, scrive Haaretz, ha dichiarato di aver incaricato le Forze di Difesa Israeliane di preparare un piano per la creazione di una «città umanitaria» sulle rovine di Rafah, che alla fine ospiterà l’intera popolazione della Striscia di Gaza. Secondo Katz, il piano prevede il «trasferimento» di 600.000 palestinesi, provenienti principalmente dall’area di al-Muwasi, nella nuova zona. Una volta all’interno, ai residenti non sarà permesso di andarsene. Katz ha aggiunto che, se le condizioni lo permetteranno, la costruzione della città inizierà durante il cessate il fuoco di 60 giorni attualmente in fase di negoziazione. Le IDF metteranno in sicurezza il perimetro, ma non gestiranno il sito né distribuiranno aiuti, ha detto Katz, aggiungendo che Israele sta cercando partner internazionali per la gestione della zona. Il piano è coordinato dal direttore generale del ministero della Difesa ed ex Vice Capo di Stato Maggiore delle IDF, Amir Baram. A questo si è arrivati…