La decisione del tribunale

Humanity 1 “libera”, annullato il fermo della nave della Ong: altro colpo alla dottrina Piantedosi-Meloni

Cronaca - di Redazione - 27 Giugno 2024 alle 11:42

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Humanity 1 “libera”, annullato il fermo della nave della Ong: altro colpo alla dottrina Piantedosi-Meloni

Da Crotone arriva l’ennesimo schiaffo alla “dottrina” Piantedosi-Meloni sulle Ong, la stretta perpetrata dal Viminale e dall’esecutivo di Giorgia Meloni contro le navi che pattugliano il Mediterraneo per salvare migranti.

Nella giornata di mercoledì il giudice Antonio Albenzio, del tribunale civile di Crotone, ha definitivamente annullato il provvedimento con cui il 5 marzo scorso era stata posta in fermo amministrativo la nave Humanity 1, della Ong tedesca SOS Humanity, che solo pochi giorni prima aveva soccorso 77 persone al largo della Libia.

All’imbarcazione della Ong tedesca da Roma era stato assegnato per lo sbarco il porto di Bari, quindi dopo le richieste del comandante si era deciso di cambiare con Crotone, evitando così l’ennesima traversata nei mari per l’equipaggio e i migranti salvati, allo stremo delle forze. Giunta a Crotone però, alla Humanity 1 era stato imposto un fermo amministrativo di 20 giorni per aver violato la “dottrina Piantedosi”, il codice di condotta introdotto dal governo Meloni a fine 2022 teso a rendere la vita più complicata alla Ong impegnate nel Mediterraneo.

Le false accuse e il fermo della Humanity 1

Alla base del fermo le accuse alla Ong, rivelatesi false, di aver ostacolato l’operazione della Guardia costiera libica, di fatto milizie armate finanziate e addestrate dall’Italia e dall’Unione Europea per bloccare le partenze dei migranti dal Paese africano, durante i soccorsi.

In particolari, dando per certa la ricostruzione fornita dalle autorità di Tripoli, l’Italia nel provvedimento di fermo evidenziava che la Humanity 1 avesse “generato disordini” durante l’operazione condotta dalla Guardia costiera in zona Sar libica, tanto da spingere alcuni migranti a buttarsi in mare.

In realtà, come emerso anche dai video pubblicati dalla Ong, i miliziani libici avevano ostacolato l’intervento della Humanity 1, arrivando ad aprire il fuoco mentre alcuni migranti si trovavano in mare e causando l’annegamento di almeno una persona.

Annullato il fermo della nave

Dal tribunale di Crotone arriva la conferma della bontà dell’operato della Ong tedesca. Non solo: il giudice Albenzio, con giudizio pesantissimo, ha sottolineato come “allo stato attuale non è possibile considerare la Libia un posto sicuro”, tesi questa ribadita da tempo dalle organizzazioni che operano nel Mediterraneo.

Nelle sue motivazioni il giudice aggiunge anche che ci sono elementi sufficienti per “escludere l’esistenza di qualsivoglia qualificazione delle operazioni effettuate dalla Guardia costiera libica, con personale armato e senza individuazione di un luogo sicuro conforme ai parametri internazionali, come operazioni di salvataggio”.

In base a tutto ciò, il tribunale ha condannato il ministero dell’Interno, delle Infrastrutture e dell’Economia, oltra alla Questura di Crotone e alla locale sezione operativa navale della Guardia di Finanza, a ripagare alla Ong tedesca le spese legali per 14mila euro.

di: Redazione - 27 Giugno 2024

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