87 anni

Renzo Arbore, vita di un funambolo tra radio, tv e musica: la Rai, Napoli, Mara Venier, Mariangela Melato

Gli esordi nella musica, l'ingresso in Rai, le collaborazioni con Gianni Boncompagni, le relazioni con Mariangela Melato, Mara Venier, Gabriella Ferri, più di 20 format inventati

Spettacoli - di Redazione Web - 24 Giugno 2024

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Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse 26 ottobre 2018 Roma, Italia Spettacolo Festa del Cinema di Roma 2018 Red Carpet del film La Grande Guerra Nella foto: Renzo Arbore Photo Fabrizio Corradetti / LaPresse 26 october 2018 Rome, Italy Show Rome Film Festival 2018 Red Carpet of the movie The great war In the photo: Renzo Arbore
Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse 26 ottobre 2018 Roma, Italia Spettacolo Festa del Cinema di Roma 2018 Red Carpet del film La Grande Guerra Nella foto: Renzo Arbore Photo Fabrizio Corradetti / LaPresse 26 october 2018 Rome, Italy Show Rome Film Festival 2018 Red Carpet of the movie The great war In the photo: Renzo Arbore

Sul biglietto da visita la scritta: “Clarinettista jazz”. Renzo Arbore, che compie oggi 87 anni, è stato però tanto altro, soprattutto tanto altro, almeno per i suoi fan, o per i semplici fruitori delle sue trasmissioni in tv, in radio, della sua musica. È stato autore e conduttore televisivo, radiofonico, disc jockey, compositore, showman, sceneggiatore, regista, attore e talent scout. Quelli che lo hanno seguito con assiduità e fedeltà, in una carriera lunghissima, da protagonista del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, sono stati battezzati “arborigeni”.

Lorenzo Giovanni Arbore è nato a Foggia il 24 giugno del 1937. Figlio di un dentista, si iscrisse e si laureò alla facoltà di Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli Federico II. E divenne così napoletano d’adozione. Aveva cominciato con la musica a Foggia, nella “Taverna del Gufo”, al seguito di un complesso jazz foggiano. Cominciò seriamente con il complesso “N.U. Orleans Rubbish Band” (dove N.U. sono acronimo di “Nettezza Urbana”). Suonava il clarino.

L’arrivo alla Rai e Gianni Boncompagni

A Napoli scoprì a fondo il patrimonio della musica tradizionale napoletana. L’incontro, decisivo, con Gianni Boncompagni, nel 1964, dopo il concorso indetto dalla Rai per il posto di maestro programmatore radiofonico. Arbore arrivò primo. Con Boncompagni ha fatto la storia della radio con programmi come “Bandiera Gialla”, “Per voi giovani” e “Alto Gradimento”. A “Speciale per voi” esordì anche Lucio Battisti. Arbore passò infatti nel giro di poco alla televisione, alla fine degli anni Sessanta. “Speciale per voi” ospitava artisti e il pubblico era libero di criticarli, secondo molti il primo talk-show della televisione italiana.

Con “L’altra Domenica” inventò uno show alternativo che divenne un cult, con personaggi come Roberto Benigni, Milly Carlucci, le Sorelle Bandiera, Nino Frassica e Marisa Laurito. Poi arrivarono “Tagli, ritagli e frattaglie”, “Tele Patria International”, “Quelli della notte”, “D.O.C.”, Indietro Tutta. Nel 1984, per i 60 anni di radio Rai si inventò “Cari amici, vicini e lontani”. Con la canzone Il clarinetto si classificò secondo al Festival di Sanremo del 1986.

Il successo tra radio e tv, il cinema, l’improvvisazione

Altra grandissima amicizia quella con Luciano De Crescenzo, con il quale scrisse le sceneggiature di film come Il pap’occhio ed FF. SS. – Cioè: “… che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?. È collezionista di oggetti di design, una passione nata dopo la visita a un’esposizione a Palazzo Grassi a Venezia intitolata “Gli anni di plastica”. Ha ideato anche una sua linea di mobili, Miami Swing by Renzo Arbore, realizzata dai suoi scenografi Giovanni Licheri e Alida Cappellini. È stato insignito nel 2022 del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella.

Ha parlato al Corriere della Sera, in una lunghissima intervista, delle sue idee: “Ventuno nuovi format. Li ho contati. C’erano umorismo, scoperte, scalette finte e c’era l’intuizione, credo giustissima, di non parlare di attualità ma di lavorare con la fantasia. La fantasia beffa il contingente, restituisce eternità alle trovate del momento, permette di non invecchiare. Gli arrangiamenti, le battute e le canzoni nascevano con l’idea di non sottostare a nessuna moda e quindi di avere il dono di non passare mai di moda”. Il tutto condito sempre da una buona dose di improvvisazione.

Le relazioni con Mariangela Melato, Mara Venier, Gabriella Ferri

La sua relazione con l’attrice Mariangela Melato, morta nel 2013, non mai sfociata in un matrimonio. Un rimpianto. “È stata la donna più importante, mi ha dato la ragione interiore, il significato più profondo della vita personale. Pensavamo di sposarci, poi gli impegni artistici dividono per tanti motivi: lei andò in America, io rimasi a Roma, ci siamo allontanati e ci siamo ritrovati negli ultimi anni con un nuovo fuoco di passione assolutamente ardente”, ha raccontato al Corriere. È stato anche compagno di Mara Venier e di Gabriella Ferri.

La fondazione dell’Orchestra Italiana

A partire dal 1991 ha fondato l’Orchestra Italiana, un insieme di musicisti che ha ridato linfa vitale alla musica napoletana portandola in giro per il mondo. Fino al 2021 l’ha portata in tour ovunque. “Abbiamo calcolato che facendo sessanta, settanta concerti all’anno, in tre decenni noi abbiamo fatto più di millecinquecento concerti. Dall’Australia all’Unione Sovietica, fino alla Russia di oggi. E poi il Nord America, Sud America, Cina, Giappone, Francia, Spagna, New York non ne parliamo – ha detto al Corriere – Ciò di cui siamo orgogliosi è aver fatto rivivere la grande canzone napoletana rispolverandola, riadattandola. Mai mortificandola nell’inseguimento di mode effimere e spesso volgari”.

24 Giugno 2024

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