Parco Verde

De Luca attacca Don Patriciello: “Pippo Baudo di Napoli nord”, e Meloni difende il prete di Caivano

Il parroco: "Pugnalato a tradimento". La premier: "C'è chi scambia le istituzioni per cabaret". Patriciello tra le personalità scelte da Meloni per promuovere la riforma del "premierato"

News - di Redazione Web - 11 Maggio 2024

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COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE
COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca attacca Don Patriciello, il prete del Parco Verde di Caivano, “prete di frontiera come si definiscono in questi casi”, impegnato da anni in una zona ad alta concentrazione criminale, piazza di spaccio a cielo aperto, al centro di casi di cronaca saliti anche alla ribalta nazionale negli ultimi anni. Il governatore lo ha definito: “Pippo Baudo dell’area nord di Napoli“. Non ha tardato la replica di Patriciello e a difesa del prete si è schierata anche la premier Giorgia Meloni. A scatenare l’ironia del governatore, non nuovo a questo genere di uscite, la presenza del parroco nella lista delle personalità scelte dalla premier Meloni per promuovere la riforma del cosiddetto “premierato“. Patriciello da due anni vive sotto scorta per via delle minacce ricevute dalla Camorra.

La battuta di De Luca è arrivata durante la sua consueta diretta Facebook del venerdì, con il suo consueto stile beffardo e sarcastico, quando commentando il convegno organizzato da Meloni sul premierato si è concentrato sulla presenza delle personalità note invitate. “Ho visto Pupo, Iva Zanicchi e anche un prete che chiamiamo Pippo Baudo dell’area nord di Napoli con relativa frangetta“, ha commentato De Luca senza citare espressamente il nome di Patriciello che tuttavia era l’unico campano invitato. Da poco meno di un anno il rapporto tra la Presidente del Consiglio e il parroco del Parco Verde è diventato sempre più stretto, il prete non ha mai nascosto la stima e il rispetto verso le azioni messe in campo dalla premier con il decreto Caivano.

La risposta di don Patriciello a De Luca

“Caro Presidente, caro fratello Vincenzo De Luca, la sua ironia nei confronti di un povero prete dell’area nord di Napoli, la stessa della quale lei ebbe a dire: ‘A Caivano lo Stato non c’è. Stop’ mi ha tanto addolorato. Se era questo che voleva, c’è riuscito”, ha scritto don Patriciello in un post sui social. “Non mi permetto di risponderle per le rime. A che servirebbe? Le ferite vanno lenite non procurate. Penso, però, in piena coscienza, di non meritare le offese del tutto gratuite del presidente della mia regione. Che dirle? Alle offese e alle minacce – larvate o meno – ci sono abituato da tempo. Non a caso, da due anni vivo sotto scorta. Un conto, però, è quando arrivano dai camorristi, ben altra cosa, invece, quando a pugnalarti a tradimento è una persona come lei. Fa niente. Offro al Signore anche questa mortificazione. Sono un prete, non dimentico mai che ‘se il chicco di grano caduto in terra non muore, la spiga non nasce’. La saluto, Presidente. Penso che da domani bulli e camorristi inizieranno a prendermi in giro gridandomi alle spalle: ‘Sta passando Pippo Baudo’. Dio benedica lei, la sua famiglia, la regione che amiamo”.

La difesa di Meloni di don Patriciello

A difesa di don Patriciello la premier Giorgia Meloni che l’anno scorso, dopo il caso delle due cugine minorenni che avevano denunciato abusi sessuali di gruppo all’interno del Parco Verde, si era recata con alcuni ministri in visita a Caivano, promettendo degli interventi infrastrutturali e maggiore presenza dello Stato e delle forze dell’ordine. Un’iniziativa che don Patriciello aveva molto apprezzato. “‘Pippo Baudo dell’area nord di Napoli’. Così, deridendolo, il presidente della Regione Campania definisce Don Maurizio Patriciello, un prete, un uomo che cerca di combattere la camorra e dare risposte alle famiglie perbene dove quelli come De Luca non sono riusciti a farlo, o non hanno voluto farlo”, ha scritto Meloni in un post sulle sue pagine social.

“Padre Maurizio vive sotto scorta perché è diventato un obiettivo dei camorristi che non gradiscono la sua tenacia nell’allontanare i giovani dalla droga e dalla criminalità. Invece di aiutare Padre Maurizio, fargli sentire il sostegno delle istituzioni, De Luca lo deride, e così facendo dà un segnale spaventoso. Voglio dire a Padre Maurizio che lo Stato c’è, al suo fianco. Che non è solo. E che gli uomini e le donne che non hanno scambiato le istituzioni per il palcoscenico di un cabaret, ma svolgono il loro compito con disciplina e onore, conoscono e riconoscono il valore dei suoi sacrifici”. A chiudere l’hashtag #IosonoPadreMaurizio, rilanciato anche dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida e dalla destra campana che compatta si sta schierando a sostegno del parroco e contro il governatore.

11 Maggio 2024

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