La crisi spagnola

Sanchez non si lascia intimidire dai magistrati, il premier spagnolo resta al suo posto

Possiamo dire, finalmente, che il socialismo europeo, dopo molto tempo, ha un leader vero. Coraggioso. Capace di rivendicare l’indipendenza della politica e di respingere i tentativi di sottometterla da parte di pezzi della magistratura e di modeste organizzazioni della società civile.

Editoriali - di Piero Sansonetti - 30 Aprile 2024

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Sanchez non si lascia intimidire dai magistrati, il premier spagnolo resta al suo posto

“Chiedo alla Spagna di mostrare al mondo come si difende la democrazia”. Pedro Sanchez, il capo del governo spagnolo, dopo cinque giorni di silenzio ha lanciato il guanto di sfida alle destre e al potere giudiziario. E ha deciso di non dimettersi da primo ministro nonostante l’avviso di garanzia consegnato da una Procura a sua moglie Begona Gomez per traffico di influenze e truffa. L’inchiesta contro la moglie è iniziata dopo la denuncia di un sindacato di estrema destra che si chiama “Manos Limpia”. Devo tradurre? “Mani pulite”. Una coppia di parole-simbolo che serve a dichiarare l’ammirazione verso i Pm italiani figli o fratelli di Davigo. Subito dopo l’iniziativa della procura, Sanchez aveva detto ai giornalisti che avrebbe riflettuto per cinque giorni prima di decidere se restare o no alla guida del governo. In questi giorni sono successe delle cose. Inaspettate. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in molte città della Spagna per manifestare a favore di Sanchez. La manifestazione più grande è stata a Madrid.

LA REAZIONE DELLA POLITICA

La politica non è rimasta con le mani in mano. E non si è fatta intimidire da un magistrato. Probabilmente senza questa netta reazione popolare Sanchez avrebbe ceduto. Invece ha trovato la forza per reagire e svolgere pienamente la sua funzione di leader. Non si ricordano in Europa molte manifestazioni di popolo a favore della politica e contro la magistratura. Ieri mattina alle 11 Sanchez ha parlato davanti ai giornalisti e ha spiegato che la questione che si è aperta non è una questione che riguarda sua moglie e lui. “Stiamo parlando di dignità, di principi che vanno molto oltre le opinioni politiche e che definiscono una società”. Sanchez ha detto che lui e sua moglie sanno benissimo che questa campagna di discredito non si fermerà, ha parlato di macchina del fango, citando Umberto Eco, ha ringraziato il popolo sceso in piazza per difenderlo e ha concluso affermando: “Ho deciso di proseguire con tutta la forza al governo della Spagna”.

SANCHEZ LEADER PER IL SOCIALISMO EUROPEO

Possiamo dire, finalmente, che il socialismo europeo, dopo molto tempo, ha un leader vero. Coraggioso. Capace di rivendicare l’indipendenza della politica e di respingere i tentativi di sottometterla da parte di pezzi della magistratura e di modeste organizzazioni della società civile. Possiamo anche, un po’ mestamente, considerare la differenza tra la forza della politica spagnola e quella della politica italiana. Non riusciamo neanche a immaginare una reazione della politica italiana, ad un’inchiesta giudiziaria, del tipo di quella di Pedro Sanchez. Da noi l’avviso di garanzia alla moglie di un ministro, qualche anno fa, fece cadere l’ultimo governo organico di centrosinistra, il secondo Prodi (era la moglie di Mastella). Da noi qualunque politico inquisito si acquatta e dichiara tremante: ho piena fiducia nella magistratura. A Madrid non è così. Sanchez ha detto apertamente di non avere fiducia nella magistratura, e perciò il suo governo va avanti, e perciò la possibilità di un golpe giudiziario si allontana.

30 Aprile 2024

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