L'appello per cessare il fuoco

Il principe William contro Netanyahu: “Aiutiamo Gaza, basta guerra”

Il primogenito di re Carlo III ha parlato della “disperata necessità di aumentare l’aiuto umanitario” alla popolazione civile palestinese della Striscia, come pure di ottenere “il rilascio degli ostaggi” israeliani.

Esteri - di Umberto De Giovannangeli - 21 Febbraio 2024

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Il principe William contro Netanyahu: “Aiutiamo Gaza, basta guerra”

Il principe William sulla guerra a Gaza: “Al più presto un cessate il fuoco, troppe persone uccise”

Il principe William, erede al trono britannico, si è detto ieri “profondamente inquieto per il terribile costo umano del conflitto in Medio Oriente”, aggiungendo – in un intervento insolito per il protocollo reale – di essere a favore di “un cessate il fuoco al più presto possibile” nella Striscia di Gaza.

Il primogenito di re Carlo III ha quindi affermato che “troppe persone sono state uccise finora” e ha parlato della “disperata necessità di aumentare l’aiuto umanitario” alla popolazione civile palestinese della Striscia, come pure di ottenere “il rilascio degli ostaggi” israeliani.

Usa mettono il veto, bocciata la risoluzione araba su Gaza

La risoluzione araba del Consiglio di Sicurezza è stata bocciata per il veto degli Stati Uniti. La Gran Bretagna si è astenuta. 13 membri del Consiglio hanno votato a favore. La risoluzione araba “influenzerebbe negativamente i delicati negoziati in corso che rappresentano l’unica via per una pace duratura nella regione”, ha detto la rappresentante permanente americana Linda Thomas Greenfield prima di mettere il veto sulla bozza ieri in agenda.

L’ambasciatrice ha annunciato ufficialmente il progetto di Washington per una risoluzione alternativa: “Ci sono molte cose su cui possiamo andare d’accordo”, ha detto Thomas-Greenfield invocando un cessate il fuoco “appena praticamente possibile”, la prima condanna di Hamas in una risoluzione del Consiglio di Sicurezza e un monito a Israele a non lanciare un’offensiva di terra su Rafah.

Per la Francia il costo umano a Gaza è “intollerabile”

Per la Francia il costo umano della crisi a Gaza è “intollerabile”: ecco perché Parigi ha votato a favore della risoluzione araba su cui gli Usa hanno messo il veto. “Israele si deve fermare”, ha detto l’ambasciatore francese alle Nazioni Unite Nicolas de Rivière dopo il voto, ammettendo d’altra parte che “è incomprensibile” che il Consiglio di Sicurezza “non riesca a condannare Hamas”.

Cina all’Onu, “delusi su Gaza, gli Stati Uniti bloccano tutto”

“Deluso” per il risultato del voto sulla risoluzione del gruppo arabo su Gaza, il rappresentante permanente cinese Zhang Jun ha esortato il Consiglio di Sicurezza a “agire rapidamente” per fermare la carneficina in Medio Oriente.

Lodando l’atteggiamento “aperto” dell’Algeria che “ha portato molte idee costruttive” nel testo messo ai voti, l’ambasciatore cinese ha notato che sul cessate il fuoco c’è consenso in seno al Consiglio, “sono gli Stati Uniti che bloccano tutto”. La Cina, uno dei cinque membri permanenti del Consiglio, è tra i 13 membri che hanno votato a favore della risoluzione.

Wfp sospende consegna aiuti a Nord di Gaza per mancata sicurezza

Il World Food Program (Wfp) ha annunciato la sospensione della consegna di aiuti alla popolazione nel nord della Striscia di Gaza, bombardata per mesi. In una nota il Wfp ha spiegato che la consegna riprenderà solo quando ci saranno le condizioni di sicurezza adatte, aggiungendo che cercherà di continuare con la distribuzione di beni essenziali il più rapidamente possibile. Perché “la situazione sul terreno sta peggiorando e sempre più persone stanno morendo di fame”, si legge nel documento.

Gaza: “Superati i 29mila morti dall’inizio della guerra”

È salito a 29.195 il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza dall’inizio dell’offensiva militare israeliana e a 69.170 quello dei feriti. A darne notizia è il ministero della Salute a Gaza, denunciando “nuovi massacri contro le famiglie nella Striscia di Gaza, che nelle ultime 24 ore hanno causato 103 morti e 142 feriti”. Un numero non determinato di vittime, ha aggiunto, “resta sotto le macerie e nelle strade”.

21 Febbraio 2024

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