"Farò ricorso al Tar"

Sgarbi, la lettera a Giorgia Meloni sul caso dimissioni: “Controlli se ci sono altri conflitti di interessi nel governo”

Il sottosegretario alla Cultura e critico d'arte torna sulla vicenda dopo aver anticipato le dimissioni e dopo averle in parte ritrattate: "La mia richiesta non è per ritorsione: i criteri valgono per tutti"

News - di Redazione Web - 5 Febbraio 2024

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 02-11-2022 Roma (Italia) Politica Palazzo Chigi – Giuramento dei sottosegretari del governo Meloni Nella foto Vittorio Sgarbi, Giorgia Meloni 02-11-2022 Rome (Italy) Politics Chigi palace – Oath of the undersecretaries of the Meloni government In the pic Vittorio Sgarbi, Giorgia Meloni
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 02-11-2022 Roma (Italia) Politica Palazzo Chigi – Giuramento dei sottosegretari del governo Meloni Nella foto Vittorio Sgarbi, Giorgia Meloni 02-11-2022 Rome (Italy) Politics Chigi palace – Oath of the undersecretaries of the Meloni government In the pic Vittorio Sgarbi, Giorgia Meloni

“Cara presidente”, esordisce Vittorio Sgarbi nella lettera scritta alla premier Giorgia Meloni annunciando il ricorso al Tar contro la delibera dell’Agcm. Il critico dell’arte e sottosegretario al ministero della Cultura aveva in parte ritrattato ieri la sua decisione, anticipata venerdì, di rassegnare le proprie dimissioni. E quel “presidente” si fa un po’ notare: Meloni ha sempre detto di voler essere definita al maschile. “Se il governo, per mano di un suo ministro (ripeto: di un suo ministro), ha promosso una indagine sul conflitto di interessi all’interno del governo (peraltro in base alla lettera anonima di un pluripregiudicato), è giusto che io chieda all’Antitrust che si estenda l’indagine a tutte le istituzioni, con gli stessi criteri”.

Si legge così nella lettera pubblicata da Il Corriere della Sera. Il sottosegretario alla cultura è da tempo al centro di polemiche. Sia per il suo apertamente ostile rapporto con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, sia per alcune dichiarazioni rilasciate nel corso della trasmissione Report. Sgarbi aveva annunciato la decisione di dimettersi dopo aver ricevuto dall’Antitrust – cioè l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) – l’avviso di un’indagine in corso sull’incompatibilità tra la sua attività di sottosegretario e una serie di prestazioni autonome retribuite.

Il caso Sgarbi e l’annuncio delle dimissioni

È anche indagato per furto di beni culturali: l’inchiesta riguarda il quadro attribuito al pittore senese del Seicento Rutilio Manetti, rubato nel 2013 dal Castello di Buriasco, in provincia di Torino. È stato inoltre appena condannato al pagamento di una multa da duemila euro per aver diffamato l’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi. A margine di un evento della Borsa Internazionale del Turismo a Milano aveva in parte rivisto la sua decisione: aveva detto di dover ancora “negoziare con il governo” le dimissioni.

“In questo momento sono ancora sottosegretario alla Cultura, sia pure con annuncio di dimissioni. La mia agonia sarà lunga”. E quindi nella lettera al Corriere ha ringraziato la premier per il comportamento adottato nei suoi confronti e l’ha anche sollecitata di verificare ulteriori conflitti di interessi all’interno dell’esecutivo. “Non per ritorsione, ma per rispetto delle istituzioni alle cui decisioni io mi sono rimesso. E che tu ti faccia garante della integrità del governo quanto a possibili incompatibilità, se a me non è consentito parlare e promuovere in ogni modo l’arte e le mie idee”.

Sgarbi cita nel suo intervento sul quotidiano l’articolo 21 della Costituzione, quello secondo cui “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

5 Febbraio 2024

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