La guerra in Medioriente

L’UE bacchetta Israele: “Su Gaza pura barbarie”

L'affondo di Borrell: "Nella Striscia assistiamo a un livello di distruzione e di orrore senza precedenti, è peggio di quando è stata rasa al suolo Dresda”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli - 13 Dicembre 2023

CONDIVIDI

L’UE bacchetta Israele: “Su Gaza pura barbarie”

Borrell: “Orrore e distruzione a Gaza ingiustificabili, peggiore di Dresda”

“La situazione a Gaza peggiora. L’Onu ci dice che non ci sono rifugi possibili e sta per smettere di lavorare nell’area perché mancano risorse e sicurezza. Al G7 avevamo richiesto che le attività militari di Israele a Gaza Sud non seguissero lo stesso schema di Gaza Nord ma il livello di distruzione a Gaza resta senza precedenti, è un livello peggiore di quanto successo a Dresda, a Colonia e simile a quello che è successo ad Amburgo. Tale orrore non può essere giustificato con l’orrore del 7 ottobre”.

Lo ha detto l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell parlando al Parlamento europeo. “Ci deve essere un altro modo per combattere Hamas, un modo che non implichi la morte di tante persone innocenti. Un’alternativa ci deve essere ma purtroppo ciò che vediamo è ingiustificabile visto l’alto costo di vite umane e anche per le condizioni di vita che il blocco di Gaza ha provocato”, ha spiegato Borrell.

“Non possiamo dire che il segretario generale Antonio Guterres stia lavorando per Hamas, sono affermazioni inaccettabili. Si può essere d’accordo o non d’accordo, ma non si può squalificare il segretario generale dell’Onu, perché si squalifica cosa fanno le Nazioni Unite. Sono attacchi ingiustificati ed è nostro dovere difendere il segretario generale.

Noi dobbiamo difendere quello che è un pilastro del sistema multilaterale”, ha proseguito, “in questo momento la cosa più urgente è fermare la perdita di vite umane e avviare una soluzione politica dei due Stati. Purtroppo in Israele molti sono contrari a questa soluzione ma la comunità internazionale è a favore. Dobbiamo denunciare le colonie in Cisgiordania e dobbiamo mettere un limite alla violenza che si esercita non solo a Gaza ma anche nei Territori palestinesi occupati. Superiamo l’emotività che tutti sentiamo per cercare una via che permetta che la razionalità si imponga”.

Capo dell’Unrwa: “A Gaza c’è l’inferno in terra”

Il capo dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) Philippe Lazzarini ha affermato, al termine di una visita notturna nella Striscia di Gaza, che i civili stanno vivendo “l’inferno in terra”. “A Gaza, una tragedia che si aggrava senza fine. Le persone sono ovunque, vivono per strada, hanno bisogno di tutto. Chiedono sicurezza e la fine di questo inferno sulla terra”, ha detto Lazzarini in un post su X, aggiungendo che la sua agenzia si trova ad affrontare “una situazione impossibile”.

Oms: a Gaza rimangono 11 ospedali parzialmente funzionanti su 3

A Gaza rimangono solo 11 ospedali parzialmente funzionanti sui 36 disponibili. Lo riferisce un funzionario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), come riporta il sito di Reuters.

“In soli 66 giorni il sistema sanitario è passato da 36 ospedali funzionanti a 11 ospedali parzialmente funzionanti – uno nel nord e 10 nel sud”, ha dichiarato Richard Peeperkorn, rappresentante dell’Oms per i territori palestinesi. “Non possiamo permetterci di perdere strutture sanitarie o ospedali – ha aggiunto -. Speriamo e supplichiamo che questo non accada”.

Secondo quanto riporta il Guardian, l’Oms ha anche accusato Israele di aver ritardato una missione medica vitale e di aver costretto il personale medico palestinese a inginocchiarsi sotto la minaccia delle armi, trattenendolo e impedendogli di svolgere il proprio lavoro. Un membro dello staff dell’organizzazione umanitaria della Mezzaluna rossa palestinese ha riportato di essere stato molestato, picchiato, minacciato, spogliato e bendato dalle forze israeliane, poi lasciato camminare verso sud con le mani ancora legate dietro la schiena e senza vestiti o scarpe.

A Gaza 18.400 morti dal 7 ottobre

Bilancio aggiornato delle vittime palestinesi a Gaza dallo scoppio della guerra lo scorso 7 ottobre: 18.412 morti e 50.100 feriti. Lo riferisce il ministero della Salute della Striscia.

Netanyahu: divergenze con Biden su post guerra a Gaza

Ci sono divergenze tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden su come gestire il periodo post bellico nella Striscia di Gaza. Lo ha detto lo stesso Netanyahu, sottolineando che Israele ha il sostegno degli Stati Uniti per quanto riguarda la sua intenzione di distruggere Hamas e liberare gli ostaggi tenuti nella Striscia di Gaza.

Allo stesso tempo, però, ha detto che con Biden non c’è unità di vedute sul post guerra. La Striscia di Gaza «non sarà né Hamas-stan né Fatah-stan», ha detto Netanyahu ribadendo la sua contrarietà a far sì che l’enclave palestinese possa essere governata dall’Autorità nazionale palestinese (Anp) sotto la guida di Mahmoud Abbas dopo che Hamas sarà sconfitto.

Medio Oriente: ribelli Yemen rivendicano attacco petroliera norvegese nel Mar Rosso

I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco missilistico con cui l’altro ieri è stata colpita una petroliera battente bandiera norvegese che navigava nel Mar Rosso. “Unità navali delle forze armate yemenite hanno preso di mira una petroliera norvegese, la Strinda, che trasportava carburante per Israele”, ha detto un portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.

La Strinda, una nave cisterna chimica, è stata colpita da un missile da crociera ed è scoppiato un incendio a bordo, ha annunciato su X il Comando militare statunitense in Medio Oriente (Centcom). Il cacciatorpediniere americano USS Mason è intervenuto a soccorso della nave. L’armatore norvegese J. Ludwig Mowinckels Rederi ha confermato l’accaduto, precisando che non ci sono stati feriti tra i membri dell’equipaggio, tutti di nazionalità indiana, che sono riusciti a spegnere l’incendio.

Israele completa lo schieramento di quattro corvette classe Saar 6 nel Mar Rosso

La Marina israeliana ha dichiarato operativa la sua quarta corvetta `Ins Magen´ classe Saar 6 e che sarà usata, come le altre, nell’ambito della guerra contro Hamas. Ognuna delle navi ha 80 marinai.

Lo ha fatto sapere l’esercito aggiungendo che `Ins Magen´ ha ancorato per la prima volta nel porto di Eilat sul Mar Rosso, all’estremo sud di Israele. Le stesse corvette sono utilizzate anche nel Mar Rosso per contrastare «gli attacchi missilistici e di droni da parte degli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, contro Eilat».

13 Dicembre 2023

Condividi l'articolo