E' scontro con l'opposizione

Per Meloni sfruttare i lavoratori è giusto, addio al salario minimo

Il governo ha deciso che è meglio aumentare lo sfruttamento, piuttosto che diminuirlo. Le opposizioni questa volta sono state compatte, hanno combattuto con tutte le loro forze. Ma la maggioranza ha fatto muro.

Editoriali - di Piero Sansonetti - 6 Dicembre 2023 alle 08:00 AGGIORNATO IL 6 Dicembre 2023 alle 13:36

La premier Giorgia Meloni
La premier Giorgia Meloni

“Il lavoro prevalga su altri interessi”. Ha detto così il Presidente della Repubblica, ieri mattina, alla cerimonia di consegna delle stelle al merito del lavoro. Era presente anche la ministra Calderone.

Poi il governo è andato in Parlamento e ha spiegato che altri interessi devono prevalere sugli interessi del lavoro. Perché sono più importanti. Quali? Beh, il profitto. E sulla base di questa teoria molto semplice ha sfidato Mattarella, ha sfidato l’opposizione, ha sfidato i sindacati, ha sfidato gran parte del mondo del diritto e dei diritti, e ha cancellato con una mossa parlamentare (un emendamento in pratica soppressivo) l’ipotesi del salario minimo per legge.

La stessa ministra Calderone, che era presente alla cerimonia e che aveva ascoltato – probabilmente con fastidio – le parole di Mattarella, ha dichiarato: “Il Governo non fa un percorso di bocciatura della proposta delle opposizioni, ma individua un percorso diverso”.

A parte l’uso un po’ scombiccherato della parola percorso (che però non riguarda i problemi del lavoro ma quelli del linguaggio) la dichiarazione della ministra si può semplicemente tradurre così: “Salario minimo, mai”. E perché? Perché una parte dell’imprenditoria, quella più arretrata ma fortemente collegata a un blocco sociale reazionario e forte, non lo vuole.

In cosa consisteva la proposta delle opposizioni? Nel chiedere una legge che stabilisse che qualsiasi contratto di lavoro, collettivo o individuale, debba comunque garantire al lavoratore un salario dai 9 euro all’ora in su. Un salario minimo di 9 euro all’ora corrisponde, per un lavoratore a tempo pieno, a un po’ meno di 1400 euro al mese lordi (circa 1150 netti).

In una famiglia che ha un solo reddito, con due figli, questo stipendio è ben al di sotto della soglia di povertà. Eppure al governo è sembrato un salario eccessivo. E ha deciso di vietarlo per aprire – come dice la ministra Calderone“un altro percorso”. Quale percorso? Quello dello sfruttamento senza regole. Perché, sia chiaro, non è che con il salario minimo si abolisce lo sfruttamento.

Semplicemente si riduce un pochino la quantità di sfruttamento. Il governo ha deciso che è invece è meglio aumentare lo sfruttamento, piuttosto che diminuirlo. Le opposizioni questa volta sono state compatte, hanno combattuto con tutte le loro forze.

Ma la maggioranza ha fatto muro. Ci sono delle grandi questioni sociali sulle quali la maggioranza è granitica. Sapete perché? Perché tra sinistra e destra, su alcuni temi, la differenza è ancora grandissima.

6 Dicembre 2023

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