La conferma

Guerra Israele-Hamas: perché la tregua è stata prolungata e quanto durerà, il nuovo scambio di prigionieri

La conferma dell’esercito israeliano e di Hamas. Annunciato un nuovo scambio di prigionieri. Ancora 159 ostaggi nelle mani di Hamas. Le accuse dopo l’attentato a Gerusalemme

Esteri - di israele - 30 Novembre 2023

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A member of Israeli security forces looks at posters of children held hostage by Hamas in the Gaza Strip, displayed ahead of an anticipated hostage release, in Tel Aviv, Israel, Thursday, Nov. 23, 2023. (AP Photo/Maya Alleruzzo)
A member of Israeli security forces looks at posters of children held hostage by Hamas in the Gaza Strip, displayed ahead of an anticipated hostage release, in Tel Aviv, Israel, Thursday, Nov. 23, 2023. (AP Photo/Maya Alleruzzo)

Sarà prolungata la tregua tra Israele e Hamas cominciata venerdì scorso che ha permesso l’arrivo di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e dato il via allo scambio tra ostaggi israeliani e detenuti palestinesi. La conferma delle trattative in corso negli ultimi giorni mediate dal Qatar è arrivata in mattinata dall’esercito dello Stato ebraico e da Hamas. Non è chiaro quanto durerà questa nuova tregua, il governo israeliano aveva comunicato nei giorni scorsi che non dovrebbe andare oltre domenica prossima. Secondo l’esercito 159 ostaggi sono ancora nelle mani di Hamas.

L’esercito israeliano ha comunicato di aver concordato con il gruppo islamista un nuovo scambio reciproco tra ostaggi e prigionieri “alla luce degli sforzi dei mediatori per portare avanti il processo di rilascio degli ostaggi e nel rispetto dei termini dell’accordo”. Dall’inizio della tregua sono stati liberati 70 ostaggi israeliani che Hamas aveva prelevato e sequestrato negli attacchi dello scorso 7 ottobre mentre Israele ha liberato 210 prigionieri detenuti nelle carceri. Il rapporto dello scambio resta quello di uno a tre. Hamas ha contestualmente liberato decine di ostaggi di altre nazionalità, soprattutto thailandesi, in quel caso nell’ambito di altri accordi mediati dall’Iran.

L’ultimo scambio era avvenuto mercoledì sera quando Israele aveva liberato 30 prigionieri palestinesi e Hamas 16 ostaggi, tra cui 10 israeliani, quattro thailandesi e due donne con doppia nazionalità russa e israeliana. Questa mattina dieci ostaggi israeliani e quattro lavoratori thailandesi che dovevano arrivare in Egitto ieri sera sono stati consegnati questa mattina alla sicurezza egiziana e alla Croce Rossa. Saranno portati in Israele dopo il trasferimento dal valico di terra di Rafah al valico di Kerem Shalom.

Le autorità israeliane hanno ricevuto intanto un elenco di otto ostaggi di Hamas che saranno rilasciati stasera nell’ambito dell’accordo per il prolungamento della tregua umanitaria. Si tratta di otto persone tra donne e bambini. L’esponente di spicco di Hamas Bassem Naim ha dichiarato all’emittente Al-Arabi che l’organizzazione consegnerà oggi a Israele le salme di tre israeliani. Rilasciata da Israele anche Ahed Tamimi, la ragazza simbolo della resistenza arrestata a 17 anni dopo aver colpito un soldato israeliano e di nuovo detenuta dopo gli attacchi del 7 ottobre. Secondo le autorità israeliane aveva incitato sui social alla violenza contro gli ebrei.

L’attentato a Gerusalemme e le accuse ad Hamas

Al 55esimo giorno di guerra sono oltre 14.800 le vittime palestinesi – dati di Hamas, non verificabili -, 1.200 morti israeliani nell’attacco del 7 ottobre. Tel Aviv intanto accusa Hamas dell’attacco terroristico di questa mattina a Gerusalemme, tre vittime. I due attentatori sono stati identificati in Murad Nimer (38 anni) e Ibrahim Nimer (30 anni), fratelli, residenti nel rione di Tsur Baher a Gerusalemme est. Secondo QudsNews sarebbero collegati ad Hamas. Il ministro per la sicurezza nazionale, l’estremista Itamar ben Gvir, dopo un primo sopralluogo sul posto, ha accusato Hamas.

Il ministro israeliano Benny Gantz ha dichiarato che l’attacco “è un’ulteriore prova del nostro obbligo di continuare a combattere con forza e determinazione contro il terrorismo omicida che minaccia i nostri cittadini. A Gerusalemme, a Gaza, in Giudea e Samaria e ovunque”. Il braccio armato di Hamas aveva avvisato in un comunicato i suoi combattenti di essere pronti a riprendere i combattimenti: “Le Brigate Al-Qassam chiedono alle loro forze attive di mantenere un’elevata preparazione al combattimento nelle ultime ore della tregua”.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato in un incontro con il capo dello Stato israeliano Isaac Herzog l’importanza di estendere la tregua. “Questo processo ha prodotto risultati. Nell’ultima settimana abbiamo visto sviluppi molto positivi, di ostaggi che ritornano a casa e si riuniscono con le famiglie, e questo dovrebbe proseguire anche oggi”. La tregua ha permesso l’arrivo nella Striscia di Gaza da settimane assediata di aiuti umanitari per la popolazione.

di: israele - 30 Novembre 2023

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