L'incidente nel Bergamasco

Travolto e ucciso da 15mila forme di Grana Padano, imprenditore agricolo muore schiacciato nella sua azienda

Cronaca - di Redazione - 7 Agosto 2023 alle 10:41 AGGIORNATO IL 7 Agosto 2023 alle 15:05

Travolto e ucciso da 15mila forme di Grana Padano, imprenditore agricolo muore schiacciato nella sua azienda

Ucciso perché travolto da circa 15mila forme di Grana Padano. È morto così un imprenditore agricolo di 75 anni, schiacciato sotto il peso del numero enorme di formaggi conservati in un capannone della sua azienda.

Giacomo Chiapparini era il proprietario dell’omonimo caseificio a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo. Secondo una prima ricostruzione la morte dell’imprenditore sarebbe dovuta ad un incidente, forse un guasto al sistema che movimenta le stesse forme e che il titolare del caseificio stava utilizzando: dopo la caduta di un primo scaffale, alto fino al soffitto, ha causato un micidiale effetto domino e l’uomo è stato travolto senza avere scampo. All’interno del capannone, dove Chiapparini è entrato da solo intorno alle 21 di domenica sera: dentro vi erano dieci corridoi pieni di formaggio, ciascuno dei quali contiene 1.600 forme.

L’incidente è avvenuto nella serata di domenica: sul posto sono intervenuti una ventina di vigili del fuoco, giunti dal comando di Bergamo e dai distaccamenti di Romano di Lombardia, Treviglio e Dalmine, i carabinieri e i mezzi del 118. A dare l’allarme il figlio del 75enne imprenditore, allarmato dal fragore provocato dal crollo.

Il corpo di Chiapparini è stato ritrovato soltanto questa mattina dopo una notte di ricerche e lavoro, per rimuovere le forme di grana che lo avevano travolto nell’incidente.

Una dei figli dell’imprenditore, ricorda il Corriere, raccontò tempo addietro la storia dell’azienda di famiglia: “Siamo produttori di latte da sempre. Mio padre Giacomo, ultimo di 7 fratelli, ha lavorato per anni con il padre e due fratelli come mezzadro prima di mettersi in proprio, guadagnandosi, grazie al suo lavoro, la prima cascina e un po’ di terra. Nel 1977 si è diviso dai fratelli e con la sua quota di 26 capi bovini, un trattore, un escavatore, mezzo capannone e un po’ di terra, ha iniziato la sua avventura. Ha cominciato a costruire la prima stalla e a vendere la materia prima alle grandi aziende di trasformazione, Invernizzi, Kraft, riuscendo a farsi riconoscere anche i premi sulla qualità“.

di: Redazione - 7 Agosto 2023

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