Aveva 80 anni

Non era fatto per la boxe, divenne campione Italiano ed Europeo: addio a Elio Cotena, pugile olimpionico e organizzatore

Da scugnizzo di Mergellina a campione, la storia del campione napoletano che organizzò oltre 1.700 incontri. Era solo un ragazzino quando un signore sconosciuto, dopo un incontro, si era avvicinato e gli aveva preannunciato: “Tu diventerai un campione”

Sport - di Antonio Lamorte

1 Luglio 2026 alle 13:29

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Appena un paio di mesi fa era mancato Franco Esposito, il giornalista che aveva seguito la sua carriera e raccontato la sua storia “da scugnizzo a campione”. A Elio Cotena avevano detto che la boxe non poteva essere “arte sua”. Con quel fisico e con quelle mani. E invece lo scugnizzo di Mergellina, chiamato Sabù, illuminato dalla comparsa sul palcoscenico mondiale di Muhammad Alì, era diventato campione italiano ed europeo, tra gli organizzatori più prolifici in Italia. È morto a 80 anni. A dare l’annuncio il figlio Luciano. “Il presidente d’Ambrosi, a nome di tutto il movimento pugilistico nazionale, esprime il più profondo cordoglio per la sua dipartita, stringendosi intorno alla famiglia in questo triste e doloroso momento”, le parole di cordoglio della Federazione Pugilistica Italiana.

Ci era già nato con quel naso schiacciato, non erano stati i cazzotti a piegarglielo in quel verso. Cotena era cresciuto a Mergellina, dopo il nuoto aveva cominciato a 14anni alla San Lorenzo, si era specializzato alla palestra Fulgor del maestro Geppino Silvestri, in un seminterrato su via Roma a 15 metri sotto il livello della strada. Ricordava che era soltanto un ragazzino quando un signore sconosciuto, alla Palestra Coni, il Gymnasium ai Cavalli di bronzo, gli si era avvicinato dopo un incontro e gli aveva preannunciato: “Tu diventerai un campione”. Da dilettante vinse due volte i campionati italiani, nel 1967 vinse la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi e l’anno dopo fece parte della spedizione italiana per le Olimpiadi di Città del Messico del 1968. Per sempre un rimpianto per la sconfitta agli ottavi, ai punti e di misura, sofferta per mano del sovietico Valery Plotnikov. 3-2.

Passato professionista a 23 anni, sotto la guida di Rocco Agostino, Cotena si laureò per due volte campione italiano dei pesi piuma. A quel punto chiedeva un posto di lavoro, da campione italiano e numero 1 in Europae pretendente al Mondiale, qualsiasi cosa gli sarebbe andata bene: dal bidello al custode al manovale all’inserviente. E invece niente. “Dalle autorità cittadine non ricevo risposte – avrebbe raccontato nella sua autobiografia – neanche una telefonata. Meno male, posso dire oggi. Meno male che il posto non me l’hanno dato. Sarebbe stata la mia fine. Bidello o custode sarei diventato. Punto e basta”.

 

 

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Divenne anche campione d’Europa nel febbraio 1975, dopo la vittoria in 11 riprese con lo spagnolo José Antonio Jiménez, a Napoli in una vendetta per il primo match contro lo stesso avversario a Madrid dell’anno precedente. Difese per quattro volte la cintura – alla York Hall di Londra fece festeggiare gli emigranti napoletani, calabresi, siciliani con la poderosa e memorabile vittoria per ko al 14esimo round contro l’idolo di casa Vernon Sollas – non riuscì però a replicare il successo nella categoria dei superpiuma dopo aver perso il titolo. Chiuse la carriera con un record di 38 vittorie, sei sconfitte e un pareggio.

L’ultimo incontro a Ischia, contro il francese Charles Jurietti, una vittoria nonostante la mascella fratturata nei primi round. Aveva 32 anni e un rimpianto: il titolo Mondiale, la sua ossessione, per il quale non aveva mai combattuto e per il quale si sarebbe sempre speso per i suoi pugili. Perché finita la carriera da pugile, dopo un breve periodo a vendere buste di plastica, Cotena divenne organizzatore. Più di 1.700 incontri, collaborò con pugili del calibro di Patrizio Oliva, Gianfranco Rosi, Giovanni Parisi e Sumbu Kalambay e gli altri campani Raininger, Bottiglieri, De Leva.

“Sessantatré anni mantenendo ben alta la guardia – ha scritto nella biografia Una vita di sogni e di pugni (Tullio Pironti Editore) scritta con Franco Esposito – parate le velenose botte che la vita gli ha scaricato addosso, schivati i colpi bassi della boxe, in un combattimento infinito contro scettici e critici che hanno popolato il suo mondo. Zittiti, scaraventati al tappeto i profeti di sventure che l’hanno giudicato, lungo il percorso, negato per la boxe e destinato a una carriera di corto respiro. Senza luce né lampi”. I funerali si terranno mercoledì 1 luglio alle 17:00 alla Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo.

1 Luglio 2026

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