La nuova definizione della norma
Norma anti-Vannacci: l’emendamento alla legge elettorale ‘ad personam’ contro il generale
“Una marchetta ad Azione”, tuona il deputato del generale Edoardo Ziello. Che vedrebbe esonerati dalla raccolta firme i Calenda boys
Politica - di Redazione Web
È la legge elettorale il vero campo minato del momento. Ad agitare le acque ieri il no della maggioranza alla raccolta firme digitale e al voto per i fuorisede, oltre che un emendamento, definito dai vacciani ad personam contro il partito del generale che tanto spaventa la destra di governo.
“Un emendamento marchetta ad Azione”. Senza metafore, il deputato vannacciano Edoardo Ziello ha attaccato la maggioranza su un emendamento alla legge elettorale in I commissione alla Camera. I relatori, infatti, hanno proposto una riformulazione di un emendamento presentato da Riccardo Magi, Matteo Richetti e Luigi Marattin in forza della quale risultano esonerati dalla raccolta delle firme necessaria alla presentazione delle liste per le politiche i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2025. Con la nuova definizione della norma, che deve ancora essere votata, l’esonero delle firme riguarda Azione e Noi Moderati ma non Futuro nazionale e +Europa, che non hanno un gruppo ma sono ‘solo’ componente del gruppo Misto. “Noi vogliamo raccogliere le firme, con i nostri iscritti le abbiamo già – ha premesso Ziello-. Se qualcuno sentisse quanto detto qui dentro dal centrodestra avrebbe intenzione di non votare il centrodestra, che è il mercato dell’Est. Evidentemente si sta materializzando un incubo e si fa un favore ad Azione, un partito che dovrebbe essere alternativo al centrodestra, ma al contempo con una fattispecie per non applicarla ai nuovi gruppi, in particolare quello di Vannacci che è pronto per essere costituito. È assurdo che un partito di centrodestra dia questo grande contentino a una forza politica che ha sempre dimostrato di essere alternativa al centrodestra, è la prova di una possibile intesa”.
Polemiche fitte anche sul voto digitale e quello ai fuorisede. “Donzelli – attacca Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera – oggi ha mostrato tutto il nervosismo di una maggioranza che vuole tirare dritto per approvarsi una legge elettorale costruita sulle proprie esigenze politiche e con continue forzature. Dice di aver perso la pazienza, ebbene, credo proprio che se ne debba fare una ragione. Mi stupisco che la maggioranza si stupisca che le opposizioni stiano tenendo il punto. Noi continuiamo a pensare che questa legge sia una forzatura inaccettabile e che rappresenti solo gli interessi elettorali della destra e non quelli democratici dei cittadini. Basti dire che hanno dato parere contrario alla raccolta digitale delle firme e – a poche ore dal termine previsto e la discussione – non abbiano ancora dato il parere sul diritto di voto ai fuorisede. La verità è semplice: la maggioranza ha deciso politicamente di andare avanti a tappe forzate per approvarsi un modello elettorale che la aiuti alle prossime elezioni e non le interessa nient’altro”.