Il Memorandum Usa-Iran

Israele boicotta la pace di Trump, Netanyahu continua i raid sul Libano: “Deve bruciare”

I quattro militari israeliani uccisi da Hezbollah diventano per Netanyahu l’alibi perfetto per continuare a bombardare. Teheran: “Violati gli accordi”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

20 Giugno 2026 alle 12:00

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AP Photo/Hassan Ammar – Associate Press/ LaPresse
AP Photo/Hassan Ammar – Associate Press/ LaPresse

La Svizzera è molto lontana dal Libano. Ma il Libano in fiamme fa saltare la tanto attesa cerimonia della firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. «I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta disponibile a facilitare tali colloqui. Il relativo lavoro preparatorio prosegue», ha annunciato il ministero degli Esteri in un messaggio inviato all’Afp, senza specificare una nuova data per i colloqui. La Casa Bianca ha però sottolineato che “la logistica di questi negoziati non è mai stata semplice o prevedibile”. “Al momento il vicepresidente non partirà questa sera”, ha concluso il portavoce. Gli Usa – ha continuato la Casa Bianca – si attendono “colloqui tecnici il prima possibile”.

«I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione». Lo riporta il Financial Times. L’Iran non ha inviato una delegazione in Svizzera per i colloqui sul nucleare a causa degli attacchi, hanno affermato le fonti. «Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall’accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione», ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione. E sulle macerie del Paese dei Cedri la destra israeliana costruisce la sua campagna. “Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare”. Così su X il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di 4 militari uccisi da Hezbollah in Libano. “Con tutto il rispetto per gli americani – aggiunge – Israele deve chiarire all’intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf, e questo impegno prevale su ogni altra considerazione”. “Ho detto al primo ministro, anche nelle nostre riunioni private: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere – ha ribadito il ministro dell’estrema destra israeliana -. Basta con questo ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e con la moderazione, bisogna scatenarsi. Annientare. Sconfiggere il terrorismo”. “Una mattinata difficile… È ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell’inferno”. Così su X anche il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, commentando gli ultimi sviluppi sul fronte libanese contro Hezbollah.

Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato di aver ordinato la notte scorsa attacchi contro decine di obiettivi di Hezbollah, dopo che quattro militari sono stati uccisi e altri feriti in attacchi perpetrati dal movimento sciita libanese filoiraniano. In una dichiarazione diffusa dal suo ufficio, Netanyahu ha ribadito che le truppe israeliane rimarranno schierate nel sud del Libano «per tutto il tempo necessario a proteggere le comunità del nord» di Israele. «A seguito del criminale attacco di Hezbollah, che costituisce una palese violazione del cessate il fuoco, ho ordinato ieri notte alle Forze di difesa israeliane (Idf ) di colpire Hezbollah con forza», ha affermato. L’agenzia di stampa di Stato libanese Nna riporta che è salito ad almeno 18 morti il bilancio dei raid aerei israeliani di giovedì notte. In un comunicato ufficiale, le Idf hanno affermato di aver ucciso decine di operativi di Hezbollah in attacchi contro oltre 80 obiettivi nel sud e nell’est del Libano dalla notte scorsa, dopo che il gruppo armato ha lanciato diversi attacchi contro le truppe israeliane. Tra gli obiettivi colpiti durante la notte nell’area di Nabatieh e in altre zone del sud del Libano figurano centri di comando di Hezbollah, lanciarazzi e altre infrastrutture, secondo quanto riferito dall’esercito di Tel Aviv. Inoltre, poco fa riporta il giornale Times of Israel, sono stati colpiti due centri di comando presidiati nella valle della Beqaa.

Hezbollah promette di difendere il Libano da eventuali attacchi israeliani e accusa Israele di aver violato il cessate il fuoco anche dopo la firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti. «La Resistenza islamica resterà vigile di fronte a qualsiasi aggressione. I suoi combattenti difenderanno la loro terra e il loro popolo – si legge in una nota del gruppo filoiraniano – il nemico non ha mai rispettato alcun accordo di cessate il fuoco». E la storia si ripete. Un alto funzionario statunitense aveva da poco confidato a Reuters e Afp di un cessate il fuoco raggiunto da Israele ed Hezbollah entrato in vigore dalle 16 ora locale (le 15 in Italia), che subito sono ripresi i combattimenti. Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Lo riferisce l’agenzia nazionale d’informazione libanese (Ani). L’agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell’Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh. Almeno 12 raid aerei israeliani hanno colpito il Libano meridionale dopo l’annuncio dell’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele. Lo riporta Al Jazeera. Nel dettaglio, i raid delle Idf hanno colpito per due volte Kfar Rumman, per tre volte Nabatieh al-Fawqa, hanno condotto tre attacchi su Kfar Sir e poi sulla zona Nabatieh-Zibdin-Choukin, hanno attaccato Jabal al-Rafie, su al-Rayhan, su Adshit e su Masir Haboush. Inoltre – riferisce Al Jazeera – dalle 16:48 ora locale, si segnalano continui bombardamenti di artiglieria a Nabatieh e nelle aree circostanti. Le firme sono volatili come i cessate il fuoco. In Medio Oriente l’unica cosa certa è la guerra. Totale. Perpetua.

20 Giugno 2026

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