Il dossier

Israele come la Russia, è nella lista nera dell’Onu per le violenze sessuali nei conflitti

Esteri - di Redazione

29 Maggio 2026 alle 11:03

Condividi l'articolo

AP Photo/Majdi Mohammed
AP Photo/Majdi Mohammed

Israele come la Russia. Le forze di sicurezza dello stato ebraico e quelle del regime di Vladimir Putin sono state aggiunte a una “black list” delle Nazioni Unite sulla violenza sessuale nei conflitti, in particolare in relazione alle accuse formulate dai prigionieri. A rivelarlo è l’AFP, dopo aver avuto accesso giovedì ad un rapporto dell’Onu. Una condanna che non sorprende. Lo scorso agosto 2025 Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, aveva già avvertito Israele e Russia della possibile inclusione nella lista ma “episodi e schemi di violenza sessuale hanno continuato a essere documentati dalle Nazioni Unite” sia nella guerra in Ucraina che nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania e a Gaza.

Il rapporto, che sarà inviato a breve ai membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, evidenzia come nonostante gli avvertimenti passati agli ispettori delle Nazioni Unite sia stato opposto “un persistente rifiuto di accesso” da parte delle autorità dei due Paesi.

Le accuse a Israele

Nella parte su Israele, il rapporto sottolinea che “nel 2025 le caratteristiche delle violenze sessuali contro palestinesi detenuti in Israele e nei territori palestinesi occupati hanno continuato a essere registrate”. I numeri, che fanno riferimento al 2023, evidenziano diversi casi di violenze sessuali “anche sotto forma di tortura”, contro 14 uomini, 7 donne, 9 ragazzi e una ragazza sia nella Striscia di Gaza che nella Cisgiordania occupata.

Violazioni che comprendono stupro con oggetti, stupri di gruppo, violenze fisiche contro i genitali, nudità forzata e perquisizioni corporali “senza apparente motivo di sicurezza”. Il rapporto Onu punta il dito contro gli autori delle violenze, che comprendono membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari israeliani

Come da anni a questa parte, Israele ha sostanzialmente tacciato di antisemitismo le Nazioni Unite e il suo segretario Antonio Guterres. L’ambasciatore israeliano presso l’Onu, Danny Danon, in un videomessaggio su X ha annunciato il “congelamento” delle relazioni dello stato con l’ufficio di Guterres fino alla fine del suo mandato, il 31 dicembre 2026, definendo poi l’accusa “grave” e “scandalosa”, soprattutto alla luce della compresenza di Hamas e degli eventi successivi al 7 ottobre.

Le accuse alla Russia

Quanto alla Russia, il rapporto Onu evidenzia come si siano verificate numerosi episodi di violenza sessuale nei territori ucraini occupati ma anche nella stessa Russia ad opera delle forze armate e dei servizi penitenziari, in particolare contro prigionieri di guerra che hanno testimoniato dopo essere stati liberati.

Il documento, utilizzando i dati della missione di monitoraggio dei diritti umani in Ucraina, il parla di 310 casi di violenze sessuali legate al conflitto, tra cui stupri, mutilazioni genitali e scosse elettriche, commessi in larga maggioranza contro uomini.

Le forze di sicurezza ucraine invece non sono nella lista, benché nel rapporto si parli di 31 casi di violenze sessuali commesse perlopiù contro prigionieri di guerra: l’Onu sottoliena che gran parte di questi casi risale a prima del 2025 e che, diversamente da altri paesi, il governo di Kiev ha rafforzato le leggi per contrastare le violenze e agevolato le indagini dell’organizzazione.

di: Redazione - 29 Maggio 2026

Condividi l'articolo