La guerra delle dichiarazioni

Stati Uniti e Iran, guerra anche di dichiarazioni: Trump smentisce l’accordo annunciato da Teheran, i nodi Hormuz e Libano

I media iraniani annunciano una bozza di memorandum, a stretto giro la secca smentita della Casa Bianca

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

28 Maggio 2026 alle 11:00

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AP Photo/Jacquelyn Martin



Associated Press / LaPresse
AP Photo/Jacquelyn Martin Associated Press / LaPresse

Usa-Iran, la “guerra delle dichiarazioni”. Fatta di annunci clamorosi e di repentine smentite. La TV di Stato iraniana ha affermato che Teheran ha ottenuto una bozza di un quadro iniziale non ufficiale per un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti sulla fine del conflitto. In base a tale quadro, l’Iran ripristinerebbe la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro un mese, mentre gli Stati Uniti ritirerebbero le forze militari dalle vicinanze dell’Iran e revocherebbero il blocco navale. La TV di Stato ha affermato che il quadro, che esclude le navi militari e prevede che l’Iran gestisca il traffico navale attraverso lo stretto in cooperazione con l’Oman, non è ancora definitivo e che Teheran non intraprenderà alcuna azione senza una “verifica tangibile”. Ha aggiunto che se si raggiungesse un accordo definitivo entro 60 giorni, questo potrebbe essere approvato come risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Meysam Zohourian, segretario della Commissione economica del Parlamento, ha scritto su X che l’attuale bozza del memorandum Washington-Teheran include la dichiarazione della fine della guerra anche in Libano, con un impegno di non aggressione reciproca. Secondo Zohourian, il documento provvisorio prevede inoltre un programma di ricostruzione per l’Iran da 300 miliardi di dollari, qualora venga firmato un accordo definitivo, nonché la revoca delle sanzioni statunitensi alla Repubblica Islamica. Tra le altre disposizioni, per Zohourian, figurano anche esenzioni statunitensi sulla vendita di petrolio e altri prodotti petrolchimici iraniani, oltre allo sblocco dei fondi congelati di Teheran. Incoraggiante, se fosse vero. Ma così non è, se da Teheran ci si sposta a Washington. La Casa Bianca ha respinto le notizie diffuse dai media statali iraniani riguardo a una presunta bozza del memorandum d’intesa raggiunto fra le parti per porre fine al conflitto, definendola una «completa invenzione». «Questa notizia diffusa dai media controllati dall’Iran non è vera e il memorandum d’intesa che hanno «pubblicato» è una completa invenzione. Nessuno dovrebbe credere a ciò che i media statali iraniani diffondono. I FATTI CONTANO», si legge nell’account di risposta rapida della Casa Bianca su X.

Funzionari statunitensi citati dai media Usa hanno affermato che il tycoon sarebbe disposto a revocare il blocco di Hormuz a condizione che l’Iran consenta alle navi commerciali di transitare attraverso lo Stretto. «Come ha affermato il presidente Trump, i negoziati stanno procedendo bene e lui ha chiarito le sue linee rosse. Il presidente Trump concluderà solo un buon accordo per il popolo americano, che deve garantire che l’Iran non possa mai dotarsi di armi nucleari», ha ribadito da parte sua Olivia Wales, portavoce della Casa Bianca, in risposta al servizio della televisione di Stato iraniana. Nel frattempo, il Pentagono ha stilato una lista dei possibili obiettivi da colpire in Iran qualora Trump decidesse di riprendere i bombardamenti. L’unico problema, secondo quanto riferito da alcune fonti dell’amministrazione a Nbc, è che i target identificati sono molto più difficili da trovare e colpire: molti, infatti, sono sotterrati fra le montagne o nascosti fra la popolazione civile, rendendo difficile portare a segno attacchi di precisione. I target «facili» sono terminati, ora ci sono quelli «difficili» se i combattimenti dovessero riprendere, ha detto un funzionario americano a Nbc, osservando come il successo non sia più garantito con attacchi solo dall’alto.

28 Maggio 2026

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