Passi avanti ma Teheran frena

Pace tra Iran e Usa: “L’accordo sarà grandioso o non sarà”

Rubio: “Il mondo non dovrà più temere che Teheran si doti di armi nucleari, primo passo la riapertura di Hormuz”. Il Nyt: Netanyahu fuori dai colloqui

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

26 Maggio 2026 alle 17:30

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AP Photo/Rod Lamkey, Jr.
AP Photo/Rod Lamkey, Jr.

Della serie, dacci oggi il “nostro” Trump quotidiano. Con le sue sparate mediatiche, i suoi continui stop and go. «L’accordo con l’Iran sarà o grandioso e significativo, oppure non ci sarà alcun accordo. Sarà l’esatto opposto del disastro del Jcpoa negoziato dalla fallimentare amministrazione Obama, che era una via diretta e aperta verso un’arma nucleare per l’Iran. No, io non faccio accordi del genere». Così Donald Trump su Truth. «Rido di tutti quei `Dumocratici´, RINO e sciocchi che non sanno nulla del potenziale accordo che sto stringendo con l’Iran, cose che non sono state nemmeno negoziate ancora, persone deboli e inefficaci come il senatore fallito Thom Tillis (che presto lascerà l’incarico!), Bill Cassidy, che ha appena subito una pesante sconfitta alle primarie, il pessimo deputato Thomas Massie, un vero e proprio farabutto che ha perso in modo schiacciante contro un grande patriota americano (appoggiato da «TRUMP») dopo aver mostrato un’enorme slealtà verso il suo partito (e il suo Paese!), e quasi tutti i Democratici, persone che hanno perso completamente la strada, sostenendo costantemente politiche sbagliate e candidati ancora peggiori, ma che criticano costantemente ogni mia fantastica vittoria. Queste persone dovrebbero andare a casa e riposarsi, non fanno altro che creare divisioni e perdite. In altre parole, sono dei perdenti!»

Il segretario di Stato Marco Rubio, in visita in India, ha dichiarato che “sono stati compiuti progressi significativi, sebbene non definitivi”, nei negoziati e che il mondo non dovrà più temere che l’Iran si doti di armi nucleari. Rubio ha dichiarato a India Today che la “prima fase” da affrontare sarà la riapertura completa dello Stretto. “La seconda è che l’Iran deve avviare negoziati seri su tre punti: il suo impegno a non possedere mai armi nucleari, restrizioni a lungo termine sulle sue capacità di arricchimento e cosa fare con l’uranio altamente arricchito. L’Iran dichiara che Teheran e Washington hanno raggiunto intese su molte questioni nel corso dei colloqui relativi a un accordo per porre fine alla guerra, ma avverte che “un accordo non è imminente”. “È corretto affermare che abbiamo raggiunto una conclusione su gran parte delle questioni in discussione – ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei Ma dire che ciò significhi che la firma di un accordo sia imminente… nessuno può fare una simile affermazione”. Per Baghei, l’obiettivo dell’Iran è porre fine alla guerra e non abbiamo ancora discusso della questione nucleare”.

La riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in più fasi. Lo ha riferito un funzionario iraniano sotto anonimato al Washington Post, precisando che nella prima fase, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco navale americano. Come sottolinea il quotidiano Usa, non è chiaro quando lo Stretto tornerà a essere navigabile, sebbene un alto funzionario dell’amministrazione americana abbia presentato il nuovo quadro che si sta negoziando come un mezzo per «alleviare i costi del carburante per le famiglie americane». Quanto ai beni iraniani congelati, non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo l’uranio arricchito. La fonte, citata dal Wp, ha sottolineato che i beni congelati e le sanzioni saranno gestiti in base al rispetto da parte dell’Iran degli altri punti della proposta. ​Un diplomatico ben informato ha spiegato che l’ultima proposta è in attesa dell’approvazione dell’Iran. La proposta, ha precisato, prevede che una volta firmato il memorandum d’intesa l’Iran riapra immediatamente lo Stretto di Hormuz e garantisca che il traffico marittimo torni alle condizioni prebelliche entro 30 giorni. L’Iran, gli Stati Uniti e i loro alleati porranno inoltre immediatamente fine alle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. Nella proposta, ha spiegato il diplomatico, c’è anche la richiesta che l’Iran mantenga il suo impegno a non sviluppare mai armi nucleari e che le sue scorte di materiale arricchito vengano smaltite secondo un metodo concordato.

E Netanyahu? Il premier israeliano ha confidato ad alcuni collaboratori, in conversazioni private, che Israele ha scarsa capacità di influenzare le decisioni del presidente Usa sull’Iran. Lo ha riferito Reuters citando come fonti due funzionari israeliani a conoscenza delle conversazioni. Secondo fonti riportate di recente dal New York Times, Netanyahu è stato in gran parte escluso dai colloqui. La chiusura d’obbligo è al tycoon. «Dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per cercare di ricomporre un puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, come minimo, firmino simultaneamente gli Accordi di Abramo», scrive Trump su Truth dopo i colloqui avuti sabato scorso con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein. Il presidente Usa aggiunge che «parlando con molti dei Grandi Leader menzionati sopra, essi sarebbero onorati, non appena il nostro documento sarà firmato, di avere la Repubblica Islamica dell’Iran come parte degli Accordi di Abramo. Wow, sarebbe davvero qualcosa di speciale!”. Sai quanto ne sarebbero felici Netanyahu e Ben-Gvir.

26 Maggio 2026

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