Israele colpisce in Libano

Iran, nuovo attacco Usa per “autodifesa” nel sud del Paese: si complicano i negoziati per terminare la guerra

Esteri - di Redazione

26 Maggio 2026 alle 10:37

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Iran, nuovo attacco Usa per “autodifesa” nel sud del Paese: si complicano i negoziati per terminare la guerra

Un attacco per “autodifesa” che rischia di minare i già fragili colloqui di pace in corso tra le due sponde dell’Atlantico. Nella notte italiana tra lunedì e martedì l’esercito statunitense è tornato a bombardare l’Iran, nello stesso giorno in cui una delegazione del regime dell’Ayatollah Khamenei era arrivata a Doha, in Qatar, per partecipare ai negoziati per la fine della guerra.

Nel mirino, come riferito da Tim Hawkins, portavoce del CENTCOM, il Comando interforze in Medio Oriente, sono finite alcune postazioni per il lancio di missili nel sud dell’Iran e imbarcazioni che stavano “provando a piazzare mine” nello stretto di Hormuz. Attacchi che, come detto, il CENTCOM e dunque l’amministrazione Trump hanno presentato ufficialmente come “difensivi”, per “proteggere” i soldati statunitensi da attacchi iraniani.

Una questione semantica di non poco conto: da Washington si vuole per il momento evitare di ricorrere al termine “guerra” o “offensiva militare”, lasciando aperta la porta per i negoziati con la Repubblica Islamica. Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato che gli Stati Uniti continueranno a perseguire la via diplomatica per la fine della guerra e che un accordo potrebbe essere raggiunto “nel giro di qualche giorno”, comprendendo sia la riapertura dello stretto di Hormuz sia una intesa totale sul programma nucleare iraniano.

Allo stesso tempo i raid contro l’Iran sono una ulteriore dimostrazione della Casa Bianca di non avere timore di “riaccendere i motori” dell’esercito e far precipitare nuovamente Teheran nel caos dei bombardamenti che tra fine febbraio e inizio marzo avevano messo a dura prova il regime, eliminando gran parte della sua classe dirigente, compreso l’ex Ayatollah Ali Khamenei.

Da Teheran in ogni caso la reazione non si è fatta attendere. I Pasdaran hanno annunciato di avere abbattuto un drone americano e di aver fatto fuoco su un F35 che erano entrati nello spazio aereo iraniano.

A complicare un possibile accordo anche il ruolo di Israele. Da lunedì l’IDF ha ripreso pesanti attacchi nel sud del Libano colpendo nei distretti di Tiro e Nabatieh, nel Libano meridionale, e a Mashgara, nella zona occidentale della valle della Bekaa. Raid che arrivano nonostante un cessate il fuoco col gruppo sciita filo-iraniano Hezbollah in vigore da metà aprile, rimasto in sostanza sulla carta visto che gli attacchi israeliani nel sud del Libano non si sono mai del tutto fermati. Il Libano ha un ruolo cruciale nel possibile accordo di pace tra  Teheran e Washington: per la Repubblica Islamica l’intesa dovrà  includere la fine delle ostilità tra Israele e Hezbollah, ma il governo di Benjamin Netanyahu ad oggi rifiuta di ritirare le proprie truppe dal sud del Libano e di interrompere definitivamente i bombardamenti.

di: Redazione - 26 Maggio 2026

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