Tornano sangue e bombardamenti

L’Iran contro le bombe di Trump: “Tradita la fiducia”

Gli Usa attaccano navi commerciali iraniane e siti missilistici. E Teheran insorge: “Tregua violata”. In Libano altre bombe di Israele: 16 morti

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

27 Maggio 2026 alle 19:30

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AP Photo/Mohammed Zaatari

Associated Press / LaPresse
AP Photo/Mohammed Zaatari Associated Press / LaPresse

L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di avere violato il cessate il fuoco con gli attacchi a siti missilistici e imbarcazioni nel sud e minacciato una risposta dura. “L’esercito ‘terrorista’ degli Stati Uniti, proseguendo le proprie azioni illegali e provocatorie” in particolare “con diversi atti di aggressione contro navi commerciali iraniane nelle ultime 48 ore, ha violato il cessate il fuoco nell’area di Hormozgan”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri diffuso dall’agenzia Isna. “Queste azioni aggressive, contemporaneamente al processo diplomatico in corso mediato dal Pakistan, mettono di nuovo in evidenza la malafede e l’inadempienza della leadership statunitense verso il popolo iraniano, i popoli della regione e la comunità internazionale”, si sottolinea. Da qui “l’approccio fondamentale del popolo iraniano, su tutti i fronti, campo militare, politica e diplomazia, di profonda sfiducia nei confronti del sistema statunitense”. Ora “la responsabilità di tutte le conseguenze ricadrà sul governo degli Stati Uniti”, ha avvertito Teheran, “senza alcun dubbio, la Repubblica Islamica dell’Iran non lascerà senza risposta alcuna aggressione e non esiterà a difendere l’Iran con la massima determinazione”.

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), gli Usa hanno condotto «attacchi di autodifesa» contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane nello Stretto di Hormuz, nel contesto del cessate il fuoco tra i due Paesi e dei negoziati in corso per porre fine alla guerra. Lo rende noto la Cnn. “L’ago della lancetta del tempo non torna indietro e le nazioni e i territori della regione non saranno più uno scudo per le basi americane. L’America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l’installazione di basi militari nella regione”. Lo afferma la Guida Suprema Mojtaba Khamenei nel suo messaggio per l’Hajj, riportato da Tasnim. “L’uranio arricchito (polvere nucleare!) sarà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l’Iran, distrutto in loco o in un’altra località accettabile”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Altro fronte di guerra: il Libano

Sedici persone, fra cui due bambini, sono rimaste uccise in bombardamenti nel sud del Libano da quando Israele, lunedì sera, ha annunciato un’escalation nell’offensiva. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. Il bilancio più pesante è stato a Mashghara nella Bekaa Occidentale, dove le vittime sono state undici, tra cui due bambine e una donna, e 15 i feriti, compreso un bambino. I soccorritori stanno ancora scavando sotto le macerie. Due paramedici scout dell’organizzazione Islamic Message sono rimasti uccisi a Srifa, nel sud del paese; secondo l’agenzia di stampa Ann, le bombe dell’Idf hanno colpito un centro dell’organizzazione di soccorso. Altre due persone sono state uccise a Zawtar al Sharqiyah, dove sono caduti almeno otto colpi di artiglieria. Un’altra vittima è stata presa di mira da un drone mentre viaggiava in auto nell’area di Khirbet Selm. Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la “Linea gialla” della tregua armata, riferisce il portale Ynet. L’Idf, si legge, ritiene che “più terroristi di Hezbollah vengono spinti verso nord, minore sarà la possibilità di lanciare droni esplosivi verso i residenti” lungo la linea di demarcazione fissata unilateralmente da Israele.

Dalla entrata in vigore del cessate il fuoco in Libano, il 17 aprile 2026, 600 persone sono state uccise, 10.000 case distrutte o danneggiate, e solo nei primi quattro giorni la tregua è stata violata 220 volte. L’escalation dell’esercito israeliano nel paese ha causato oltre 1,3 milioni di sfollati. Le vittime sono 2.869 e i feriti oltre 8.700: parliamo di quasi 50 vittime al giorno, nei 46 giorni che hanno preceduto la dichiarazione di cessate il fuoco. Tra le vittime, vi sono oltre 100 medici e operatori umanitari, documenta Oxfam in un rapporto pubblicato nei giorni scorsi. “Oggi – rimarca il rapporto – 110 località restano soggette a ordini di sfollamento forzato da parte di Israele, tra cui 55 tra città e villaggi ricadono al di sotto della nuova linea di demarcazione israeliana. Quest’occupazione brutale e sistematica di parti sempre più ampie di territorio libanese si sta chiaramente rivelando come parte di una strategia di annessione”.  

“In Libano, come a Gaza, civili innocenti continuano ad essere uccisi ogni giorno, mentre il costo stimato per la ricostruzione e la riparazione dei danni causati dal conflitto a partire dal 2023 ha già giù superato i 14 miliardi di dollari, senza contare l’impatto dell’ultima escalation. – sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie - Facendosi scudo del diritto all’autodifesa e di un’accondiscendente complicità internazionale, Israele continua a commettere ogni tipo di violazione del diritto internazionale umanitario e degli accordi di tregua, privando la popolazione delle proprie case, dei servizi essenziali e dei mezzi di sussistenza”.

27 Maggio 2026

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