Lo stallo

Iran-Usa, regna il caos: Trump sospende un attacco su Teheran per il pressing dei Paesi arabi e annuncia “seri negoziati in corso”

Esteri - di Redazione

19 Maggio 2026 alle 10:30

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President Donald Trump pretends to aim a sniper gun while speaking with reporters in the James Brady Press Briefing Room at the White House, Monday, April 6, 2026, in Washington. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
President Donald Trump pretends to aim a sniper gun while speaking with reporters in the James Brady Press Briefing Room at the White House, Monday, April 6, 2026, in Washington. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Il dito sul grilletto, poi la marcia indietro. Questa sarebbe stata la “scena” lunedì alla Casa Bianca, con un Donald Trump che prima avrebbe autorizzato un nuovo attacco contro l’Iran per la giornata odierna, e poi lo avrebbe sospeso su richiesta di alcuni Paesi del Golfo come Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, per portare avanti “negoziazioni serie” tra Stati Uniti ed Iran per terminare la guerra.

La “ricostruzione” è dello stesso Trump, che ne ha scritto lunedì in un post sul suo social Truth, pur dicendosi pronto ad attaccare il regime di Teheran su larga scala se non verrà raggiunto un accordo accettabile per Washington.

Ai giornalisti Trump ha poi aggiunto che i Paesi del Golfo hanno chiesto di aspettare “dai due ai tre giorni” per l’attacco, perché ritengono che un accordo con l’Iran per far finire la guerra sia imminente.

In realtà la nuova proposta di pace iraniana in 14 punti, presentata alla Casa Bianca lunedì tramite il Pakistan mediatore del conflitto, è stata già bocciata dall’amministrazione Trump. Nella contro-proposta iraniana recapitata a Washington il regime dell’Ayatollah avrebbe chiesto una tregua articolata in più fasi e una definizione dell’eventuale intesa con modalità che permettano di “salvare la faccia” al regime. La Repubblica Islamica avrebbe quindi proposto una riapertura graduale e sicura dello Stretto di Hormuz, con Pakistan e Oman come garanti in caso di tensioni. Quanto al programma nucleare, l’Iran avrebbe proposto di congelare a lungo termine l’arricchimento dell’uranio ma senza prevedere un vero e proprio smantellamento del suo programma. Quanto al materiale fin qui arricchito, potrebbe essere trasferito in Russia invece che negli Stati Uniti. Al posto dei risarcimenti per i danni di guerra fin qui reclamati, poi, Teheran sarebbe disposta ad accettare concessioni economiche. Tra gli altri punti proposti dal regime ci sono la rimozione delle sanzioni internazionali contro Teheran, il rilascio dei beni iraniani congelati all’estero e la fine del “blocco” economico imposto al Paese, oltre alla conclusione del conflitto su tutti i teatri regionali, incluso il Libano.

Iran che ha anche risposto tramite il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, alla minaccia da parte di Trump di riprendere attacchi su larga scala senza un accordo accettabile per Washington. “Gli Stati Uniti e i loro alleati non devono commettere più errori strategici o passi falsi, poiché le forze armate iraniane sono più preparate e più forti che in passato e hanno il dito sul grilletto“, sono le parole al veleno di Ali Abdollahi. “Risponderemo a qualsiasi rinnovata aggressione da parte dei nemici in modo rapido, deciso, potente ed esteso. Se i nostri nemici commetteranno un altro errore, lo affronteremo con maggiore forza rispetto al passato e taglieremo la mano a qualsiasi aggressore”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Tasnim.

di: Redazione - 19 Maggio 2026

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