Il ritorno (fallito) dell'ex presidente

Ahmadinejad nuovo leader dell’Iran, il piano segreto di Trump e Netanyahu per il “regime change” a Teheran dopo la guerra

Esteri - di Redazione

20 Maggio 2026 alle 10:43

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Ahmadinejad nuovo leader dell’Iran, il piano segreto di Trump e Netanyahu per il “regime change” a Teheran dopo la guerra

C’era un nome a dir poco sorprendente nei pensieri di Donald Trump e Benjamin Netanyahu nelle ore precedenti all’attacco congiunti sferrato lo scorso febbraio contro l’Iran su cui i due leader puntavano quando l’obiettivo dell’operazione militare era quello di provocare un “regime change” a Teheran, far cadere il governo dell’Ayatollah Ali Khamenei e instaurare al suo posto un leader più collaborativo con la Casa Bianca e con Tel Aviv.

Secondo quanto rivelato dal New York Times l’asse Trump-Netanyahu aveva già individuato e contattato Mahmoud Ahmadinejad, già presidente iraniano dal 2005 al 2013 con posizioni ultraconservatrici e radicali proprio contro Stati Uniti ed Israele, come l’uomo su cui puntare per guidare l’Iran post caduta del regime di Khamenei.

Il quotidiano rivela come nel primo giorno di guerra, il 28 febbraio, l’IDF israeliano bombardò postazione delle guardie di sicurezza che controllavano la casa di Ahmadinejad con l’obiettivo di liberarlo, con lo stesso ex presidente rimasto ferito nel raid.

Una scelta, quella di puntare su un personaggio come Ahmadinejad, che almeno in parte può sembrare sorprendente. Nei suoi anni al potere a Teheran l’allora presidente era tra coloro che nel Paese sosteneva la necessità di “cancellare Israele dalle mappe”, era un convinto sostenitore del programma nucleare, un negazionista dell’Olocausto e applicò in maniera rigida e radicale i precetti religiosi dell’Ayatollah Khamenei.

Posizioni smussate col passare degli anni, soprattutto per i crescenti dissidi tra lo stesso Ahmadinejad e i due centri del potere iraniano, l’Ayatollah Khamenei e le Guardie della rivoluzione, i Pasdaran, dopo la fine del suo mandato. Ahmadinejad aveva infatti tentato di ricandidarsi per tre volte alla presidenza (nel 2017, 2021 e 2024) ma i suoi tentativi erano stati bocciati dal Consiglio dei Guardiani, l’organo che supervisiona i processi elettorali in Iran e che di fatto esclude dalle liste elettorali i candidati meno allineati al regime.

Regime che aveva ormai posto sotto stretto controllo l’ex presidente e i suoi più fidati collaboratori: uno di questi, l’ex capo dello staff Esfandiar Rahim Mashai, era stato processato per spionaggio a favore di Israele e Regno Unito. Nel mirino erano finiti i viaggi all’estero di Ahmadinejad, che negli scorsi anni aveva visitato nel 2023 il Guatemala e nei due anni seguenti l’Ungheria, Paesi che hanno storiche e strette relazioni con Israele. Da Budapest nel 2025 era tornato pochi giorni giorni prima della cosiddetta “guerra dei dodici giorni”, quando Israele e Stati Uniti attaccarono i siti nucleari iraniani.

Il New York Times non specifica, perché al momento non è chiaro, come Ahmadinejad sia stato “assoldato” da Stati Uniti ed Israele. L’articolo del quotidiano in ogni caso conferma, come precedenti ricostruzioni di stampa, che l’intervento militare contro Teheran fosse inizialmente pensato con l’obiettivo di rovesciare il regime ed instaurare un governo amico, un piano presentato a Trump da Netanyahu e che da subito i vertici della Difesa e dell’intelligence Usa avevano definito poco plausibile.

di: Redazione - 20 Maggio 2026

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