La corsa alle suppletive
Se il candidato è considerato un gangster: il caso Gerry Hutch in Irlanda, scommesse impazzite per “Il Monaco”
La corsa a Dublino per un seggio nella Camera Bassa. "Condannato solo per reati minori, le persone meritano risposte chiare, non promesse vuote". Due anni fa non venne eletto per appena 781 voti
Esteri - di Redazione Web
Si sprecano titoli che citano la gang dei Peaky Blinders, non è peregrino immaginare progetti di fiction ispirati proprio a questa storia, impazzano le scommesse anche se l’elezione è considerata improbabile. Perché “Il Monaco” è considerato un criminale, a capo di una banda che ha messo a segno rapine e che porta il suo nome. Non è la prima volta che prova a entrare in parlamento ma anche questa volta Gerard Hutch detto Gerry ha portato caos e incredulità nella politica irlandese perché si è candidato, come già nel 2024, per un seggio nel Dáil Éireann.
Paschal Donohoe, ex ministro delle Finanze irlandese, è volato alla Banca Mondiale. Ed è rimasto vacante il suo seggio nel Parlamento Nazionale, alla Camera Bassa. Necessarie le elezioni suppletive nel collegio di “Dublino Centro”. E Hutch ci riprova, come due anni fa quando mancò l’elezione per appena 781 voti. E la sua discesa in campo ha complicato i piani del Sinn Féin, il partito repubblicano di sinistra, che contava su una vittoria piuttosto agevole.
Hutch ha 63 anni, sesto di otto figli. È nato a Dublino nel 1963. Lo chiamano “Il Monaco” perché vanta una vita da asceta. No alcool, no vizi. E però ha un curriculum criminale chi ha cominciato a riempirsi quando era appena un ragazzino, a otto anni, dentro e fuori dal carcere dagli anni ’80 per una serie di reati minori. È stato descritto in più occasioni come uno dei gangster più potenti del Paese: è stato destinatario di mandato di cattura internazionale e trasferito sotto scorta dalla Spagna. A questo punto è il più popolare, sicuramente, anche all’estero.
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Lui si difende: mai condannato per omicidio, spaccio, rapina a mano armata. Solo reati minori insomma. L’ultima volta nel 2024, alle Canarie, ma venne rilasciato subito dopo. E l’ultima condanna risale a 37 anni fa. Appena un problema con il fisco, saldato nel 2000. Assolto definitivamente invece per i reati gravi per i quali era stato indagato negli anni. Ha sempre attribuito la sua ricchezza a investimenti immobiliari. Si parla tuttavia di almeno 40 milioni di euro che sarebbero stati accumulati nelle rapine. E sarebbe lui al comando della famigerata “Hutch Gang”, la stessa dello scontro con la rivale “Kinahan Cartel” dal 2015 che ha provocato 18 morti tra cui quattro parenti dello stesso Monaco. Il dato di fatto è che “Il Monaco” è stato considerato candidabile ed eleggibile, proprio come due anni fa. E che la vicenda è tornata innescare un cortocircuito su garantismo o giustizialismo che interroga la politica.
Lui si difende, respinge le accuse, continua la sua campagna elettorale con comizi, volantini, porta a porta, social network. “Sto partecipando a queste elezioni perché le persone meritano risposte chiare, non promesse vuote. Sulle porte, nelle email e attraverso i social media, sento le stesse storie ancora e ancora: persone irlandesi bloccate nelle liste per 15-20 anni, persone di 30 e 40 anni che vivono ancora con i genitori, famiglie che non riescono a ottenere alloggi sociali, e lavoratori che non possono permettersi i cosiddetti ‘alloggi accessibili’ perché i prezzi sono ancora troppo alti. Le persone stanno ponendo seri interrogativi sulla casa, sull’equità, sulla crisi abitativa e su dove vanno i fondi pubblici”. Su Polymarket sono state registrate intanto moltissime puntate sulla sua performance.
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