Il bilaterale a Pechino

Putin in Cina alla corte di Xi Jinping, l’asse condanna la politica estera di Trump: “Sleale e ipocrita, gravi violazioni all’ordine mondiale”

La 25esima visita del Presidente della Russia. "Alleanza mai così solida, livello senza precedenti". Firmati una quarantina di contratti tra energia nucleare e trasporti, il progetto Power of Siberia 2

Esteri - di Redazione Web

20 Maggio 2026 alle 17:45

Condividi l'articolo

Russian President Vladimir Putin, center, and Chinese President Xi Jinping attend a welcome ceremony at the Great Hall of the People, in Beijing, China, on Wednesday, May 20, 2026. (Alexander Kazakov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)
Russian President Vladimir Putin, center, and Chinese President Xi Jinping attend a welcome ceremony at the Great Hall of the People, in Beijing, China, on Wednesday, May 20, 2026. (Alexander Kazakov, Sputnik, Kremlin Pool Photo via AP)

A pochi giorni dalla visita ufficiale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, quella del Presidente della Russia Vladimir Putin in Cina. L’incontro con il Presidente Xi Jinping in piazza Tienanmen, davanti alla Grande Sala del Popolo di Pechino, il palazzo del Parlamento. Esaltazione dei rapporti bilaterali tra Mosca e Pechino e le crisi internazionali in corso al centro del vertice, il sogno di un ordine mondiale alternativo a quello occidentale. Non è mai stata così solida l’alleanza, hanno ripetuto i due leader che si definiscono ormai “vecchi amici” o “cari amici”. Firmati una quarantina di contratti tra energia nucleare e trasporti che Putin ha definito “molto produttivi e utili” e che hanno fissato “nuovi obiettivi ambiziosi”.

È la 25esima visita di Putin in Cina, in occasione del 25esimo anniversario del Trattato di Buon Vicinato e Cooperazione Amichevole firmato nel 2001 con l’allora leader cinese Jiang Zemin e del 30esimo anniversario del partenariato strategico. L’ultima volta a settembre 2025 con altri leader mondiali in occasione dell’80esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Due giorni di incontri ufficiali, una delegazione russa da 39 membri tra vicepremier, ministri, rappresentanti delle principali aziende statali. Se Trump si era presentato con i Paperoni del tech, Putin è sbarcato a Pechino con otto ministri e i vertici di Rosneft e Gazprom. Lanciata anche l’iniziativa di cooperazione accademica e scientifica “Anni dell’Educazione Russia-Cina 2026-2027”. Putin e Xi si sono incontrati una quarantina di volte negli ultimi anni, più di sessanta i contatti tra vertici multilaterali, telefonate e incontri informali.

Prima di partire, in un messaggio diffuso dall’agenzia Tass, il Presidente della Russia aveva ricordato “che 25 anni fa la Russia e la Cina hanno firmato il Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole, che ha gettato solide basi per un rapporto autenticamente strategico e un partenariato globale a beneficio dei nostri paesi e dei nostri popoli. Oggi le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto un livello davvero senza precedenti” che si riflettono “in un clima di comprensione reciproca e fiducia, nell’impegno a perseguire una cooperazione equa e vantaggiosa per entrambe le parti”. Gli scambi commerciali, regolati quasi interamente in rubli e in yuan, hanno continuato a crescere, più del 10% nel 2026, e hanno superato la soglia dei 200 miliardi di dollari.

Il rapporto resta sbilanciato a favore di Pechino, principale sbocco per l’export energetico russo dopo le sanzioni occidentali che hanno colpito la Russia per l’invasione dell’Ucraina. Le importazioni di petrolio sono aumentate di circa il 35% nei primi mesi del 2026. “Guardando con fiducia al futuro, la Russia e la Cina stanno intensificando attivamente i propri contatti in ambito politico, economico e della difesa, ampliando al contempo gli scambi umanitari e promuovendo le relazioni interpersonali”, si leggeva nella dichiarazione della vigilia. La partnership si estende anche a tecnologia, aerospazio, finanza ed esercitazioni militari congiunte.

Al centro dei colloqui spazio fondamentale il Power of Siberia 2, il progetto per un super gasdotto lungo 2.600 chilometri che dovrebbe attraversare la Mongolia e raggiungere fino a 50 miliardi di metri cubi all’anno. Il Power of Siberia 1 ha già superato i 38 miliardi di metri cubi all’anno. Secondo le stime del Cremlino, all’inizio del prossimo decennio le esportazioni complessive verso la Cina dovrebbero superare i 100 miliardi di metri cubi all’anno tra tutte le rotte.

Dalle dichiarazioni congiunte si legge che Russia e Cina ritengono necessario affrontare “le cause profonde” del conflitto in Ucraina per raggiungere una “pace duratura”, necessario “il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo nella Striscia di Gaza”, rappresenta invece una “seria minaccia” alla pace e alla stabilità regionale il riarmo del Giappone mentre è giudicata “irresponsabile” la posizione degli Stati Uniti sul trattato Start sulle armi nucleari. Durissima la posizione sulla politica estera e internazionale di Washington.

“Le parti prendono atto che azioni quali il lancio sleale di attacchi militari contro altri Paesi, l’uso ipocrita dei negoziati come copertura per preparare tali attacchi, l’assassinio di rappresentanti della leadership di stati sovrani, la destabilizzazione della situazione politica interna di questi Stati e la provocazione di un cambio di potere, il rapimento sfacciato di leader nazionali a scopo processuale, violano gravemente i fini e i principi della Carta delle Nazioni Unite, le norme del diritto internazionale e delle relazioni internazionali, e causano danni irreparabili alle fondamenta dell’ordine mondiale formatosi dopo la Seconda Guerra Mondiale, nonché alle basi civili della comunicazione interstatale”.

Putin ha incontrato anche il premier cinese Li Qiang e assistito all’inaugurazione degli Anni incrociati dell’istruzione tra Russia e Cina. “La parte russa ribadisce la propria adesione al principio di una sola Cina”, la dichiarazione congiunta su Taiwan. Si è tenuto un ricevimento nella Grande Sala del Popolo di Pechino dopo i colloqui e le firme sui documenti congiunti. Appuntamento in autunno al vertice APEC (Asia Pacific Economic Cooperation) in Cina, Putin ha invitato il suo omologo in Russia nel 2027. Xi Jinping è andato 11 volte in Russia da quando è diventato Presidente. Trump ha commentato intanto che il vertice “penso sia una cosa positiva. Vado d’accordo con entrambi. Non so se la cerimonia sia stata brillante quanto la mia. Ho guardato. Credo li abbiamo superati”.

20 Maggio 2026

Condividi l'articolo