Calcio
Come l’Arsenal è riuscito a vincere la Premier League dopo 22 anni: dagli Invincibili ad Arteta, il sogno “double” con la Champions League
Il pareggio 1 a 1 del Manchester City con il Bournemouth ha consegnato la sicurezza aritmetica ai Gunners, 14esimo titolo. Sabato 30 maggio la finale con il Paris Saint Germain a Budapest
News - di Redazione Web
È la vittoria della solidità tattica, di un progetto costruito negli anni con costanza e miliardi di sterline, dell’attesa soprattutto considerato che erano 22 anni che l’Arsenal non vinceva la Premier League. La squadra di Londra, club tra i più competitivi del campionato più competitivo e ricco al mondo, era superata ora dal Manchester City ora dal Manchester United, dal Liverpool e dal Chelsea, dal Leicester perfino. Fino a ieri sera, quando l’1 a 1 del City con il Bournemouth ha consegnato la sicurezza aritmetica. 82 punti i Gunners, 78 i Citizens: Premier League all’Arsenal, la 14esima nella storia del club.
L’ultima volta era successo nel 2004: quando il titolo era arrivato soltanto grazie all’iconica formazione dei cosiddetti “Invincibles” allenati da Arsène Wenger, in campo calciatori che hanno segnato la storia del club e di quegli anni nel calcio mondiale come Thierry Henry e Patrick Vieira. Quando il mese scorso l’Arsenal aveva perso lo scontro diretto contro il City, un’atmosfera nefasta era tornata ad aleggiare attorno al club che nelle ultime tre stagioni era sempre arrivata seconda e da oltre vent’anni non vinceva il titolo nazionale. Quattro vittorie consecutive avevano scacciato ogni cattivo presagio.
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L’allievo che supera il maestro, è il caso di dirlo: Mikel Arteta, allenatore spagnolo, già secondo di Pep Guardiola – che secondo molte indiscrezioni a fine stagione lascerà il City, la fine di uno dei cicli più emblematici di questi ultimi anni di calcio mondiale. Era arrivato sulla panchina dei Gunners alla fine del 2019, ha improntato una squadra ricca di giocatori anche molto dotati tecnicamente alla solidità difensiva. Piuttosto rappresentativa la maniacalità con cui prepara i calci piazzati: circa il 40% dei gol segnati sono arrivati da palle inattive in campionato. Anche un italiano in rosa, il difensore ex Roma e Bologna Riccardo Calafiori.
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L’Arsenal è il club del quartiere di Islington, a nord dalla Capitale. È considerata una delle cosiddette “Big Six” del calcio inglese. Dal 2018 l’imprenditore statunitense Stan Kroenke da azionista di maggioranza è diventato il proprietario del club tramite l’holding Kroenke Sports&Entertainment. Nel 2019 la società aveva un patrimonio stimato intorno ai 2,2 miliardi di dollari secondo la rivista Forbes, all’epoca era il settimo club più ricco al mondo. Calciatori e tifosi dell’Arsenal vengono chiamati Gunners Dal 2006 giocano in casa all’Emirates Stadium, poco lontano dallo storico Highbury, parzialmente demolito. Il club è stato consacrato nella cultura pop grazie al romanzo di Nick Hornby, Febbre a Novanta, diventato anche un film.
La stagione nonn è ancora finita però: perché il 30 maggio il club londinese si giocherà la Champions League nella finale di Budapest contro il Paris Saint Germain campione in carica. Per Arteta un derby con il connazionale spagnolo Luis Enrique. L’Arsenal non ha mai vinto la coppa più prestigiosa d’Europa per squadre di club. Domenica prossima intanto potranno festeggiare con i tifosi in Inghilterra nell’ultima gara di campionato contro il Crystal Palace. Già ieri sera sono intanto scattati i festeggiamenti con i caroselli di calciatori e tifosi in strada.
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