La tragedia nell'atollo di Vaavu

Maldive, i permessi fino a 50 metri: “Ma mancano due nomi e l’immersione nella grotta degli squali”

Il portavoce del presidente: "Avevano i permessi ma non menzionavano la grotta". I subacquei tech e speleosub finlandesi che si immergeranno per recuperare i corpi, lo stesso team che nel 2018 salvò 12 giovanissimi calciatori in Thailandia

Ambiente - di Redazione Web

18 Maggio 2026 alle 11:12

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This image released by the Maldives President’s Media Division, shows divers preparing to search for the four missing Italian divers near Alimathaa Island, Vaavu Atoll, Maldives, Saturday, May 15, 2026. (Maldives President’s Media Division via AP) Associated Press / LaPresse Only italy and spain
This image released by the Maldives President’s Media Division, shows divers preparing to search for the four missing Italian divers near Alimathaa Island, Vaavu Atoll, Maldives, Saturday, May 15, 2026. (Maldives President’s Media Division via AP) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Avevano un permesso per le immersioni fino a 50 metri ma nei documenti non comparivano i nomi di due delle vittime italiane dell’immersione nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, nel quale sono morti cinque italiani. O almeno questo ha dichiarato in un’intervista a Il Corriere della Sera il portavoce del presidente Mohamed Muizzu, Mohamed Hussain Shareef. “Con l’Italia abbiamo un legame speciale e la professoressa era una persona molto speciale perché ha dedicato tanti anni della sua vita professionale alla ricerca in questo Paese”. Sabato, nelle operazioni di recupero, ha perso la vita anche il soccorritore Mohamed Mahudhee. Al via oggi le operazioni da pare del team specializzato di sub finlandesi. Nella cosiddetta “Grotta degli Squali” ci sono ancora i corpi di Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal, di Muriel Oddenino e di Federico Gualtieri.

“Il team dell’Università di Genova conduce ricerche annuali da almeno quattro anni alle Maldive. Aveva presentato una proposta di ricerca specifica sui coralli molli e sulla composizione dei sistemi di barriera delle Maldive al Dipartimento di ricerca marina, che ha dato il via libera. Avevano i permessi necessari”, ha dichiarato il portavoce al quotidiano, aggiungendo che “il limite dei 30 metri vale per le immersioni ricreative. I ricercatori possono proporre di immergersi più in profondità e non esiste una seconda legge specifica alle Maldive che lo impedisca. Il problema principale è che si trattava di un’immersione in grotta e la loro proposta di ricerca, a quanto mi risulta, non ne faceva menzione. Hanno specificato gli atolli, ma non il dettaglio dei siti d’immersione”.

Non sarebbe un problema da un punto di vista legale questo, secondo il portavoce, perché “per quanto ci riguarda, non ci sono problemi legali perché hanno già effettuato numerose immersioni alle Maldive. Ma noi, come governo, non sapevamo che avrebbero fatto un’immersione in grotta”. Avevano il permesso, dal 3 al 17 maggio, in sei atolli diversi e anche l’imbarcazione Duke of York era correttamente citata. Le due vittime i cui nomi non comparirebbero nel documento erano Gianluca Benedetti e Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Montefalcone.

Alle indagini spetterà chiarire qual è stata l’attrezzatura utilizzata e le cause della tragedia, secondo il portavoce da ricercare tra le correnti, la mancanza di visibilità, il disorientamento e il meteo: tutte variabili che nel periodo del monsone di sud-ovest possono essere determinanti per le condizioni. Ancora non è chiaro quanto in fondo alle grotte si siano spinti nell’immersione, l’ingresso è a 47 metri di profondità. Quello che oggi si dovrebbe immergere nelle grotte di Alimathà per recuperare i corpi delle vittime, è un team di esperti che dal 1983 conduce operazioni di soccorso e recupero in tutto il mondo, compresa quella del giugno 2018 in Thailandia, quando 12 giovanissimi calciatori rimasero bloccati nella grotta di Tham Luang a causa di un’improvvisa inondazione. Ci vollero 18 giorni per quelle operazioni.

Si chiama Dan Europe ed è composto di esperti subacquei tech e speleosub finlandesi il team che ogni anno partecipa e gestisce a migliaia di casa, tra i 1.600 e i 1.800. Da oltre quarant’anni offre assistenza medica e ricerca scientifica, iniziative per la sicurezza nelle pratiche di immersione e responsabilità ambientale. A immergersi nell’atollo di Vaavu saranno Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Alle 9:00 di questa mattina il briefing operativo, alle 11:00 la partenza in barca per raggiungere il sito d’immersione. Gli speleosub si immergeranno con rebreather (un sistema di respirazione subacquea a circuito chiuso), miscela Trimix (azoto, elio, ossigeno) adatta alla profondità e scooter subacquei. Soltanto il corpo di Benedetti è già stato recuperato venerdì scorso.

18 Maggio 2026

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