L'indagine della Procura

Omicidio di Sako Bakari a Taranto, fermato un 22enne sesto membro della baby gang che ha ucciso il bracciante

Cronaca - di Redazione

14 Maggio 2026 alle 11:51

Condividi l'articolo

Omicidio di Sako Bakari a Taranto, fermato un 22enne sesto membro della baby gang che ha ucciso il bracciante

Un sesto fermo e la probabile chiusura del cerchio nell’inchiesta sull’omicidio di Sako Bakari, il 35enne maliano ucciso all’alba di sabato 9 maggio a Taranto da un branco di ragazzini e due maggiorenni.

La Squadra mobile ha individuato e fermato il sesto presunto componente della baby gang coinvolta nell’aggressione mortale ai danni del bracciante agricolo ammazzato a calci e pugni, e poi con tre coltellate, in piazza Fontana a Taranto.

Secondo quanto si è appreso, il sesto fermato è un giovane di 22 anni, il secondo maggiore del gruppo e anch’egli residente nel centro storico del capoluogo ionico. Nei giorni scorsi erano già stati fermati, su disposizione della procuratrice Eugenia Pontassuglia e della sostituta Paola Ranieri, altri cinque giovanissimi: il 20enne Fabio Sale e quattro minorenni di età compresa tra i 15 e i 16 anni, che rispondo dell’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi.

Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, già nei precedenti decreti di fermo si faceva riferimento a “un sesto individuo che in quel momento era ai tavolini del bar”, accusato di aver colpito la vittima con un pugno durante il pestaggio.

Per Sale è previsto oggi l’interrogatorio davanti al gip di Taranto Gabriele Antonaci, mentre domani sarà la volta dei quattro minori, che compariranno davanti al gip Paola Morelli.

Non è escluso che a fare da sfondo all’omicidio del 35enne maliano non subentrino altre aggravanti, compreso l’odio razziale. D’altra parte Bakari non era stato l’unico “straniero” preso di mira dalla baby gang all’alba del 9 maggio: prima di lui alcune telecamere avevano ripreso parte del gruppo infastidire un altro immigrato, con due dei cinque fermati filmati pochi minuti prima dell’aggressione mortale ai danni di Sako mentre a bordo di uno scooter eseguivano manovre pericolose attorno a un uomo di origine subsahariana con “intento di intimorirlo” e aggredendolo verbalmente.

di: Redazione - 14 Maggio 2026

Condividi l'articolo