L'aggressione a Milano

Aggredito e accoltellato dal branco per 50 euro, ha perso l’uso delle gambe: “Ho compassione per loro, la mia vita strappata a metà”

Il 22enne studente della Bocconi: "5 ragazzini arrabbiati col mondo. Quando ho saputo della loro età, mi si è fatto pesante il cuore: mi dispiace per ogni giorno che passano in galera. Ma quello che è stato fatto alla mia famiglia è imperdonabile"

Cronaca - di Redazione Web

12 Maggio 2026 alle 15:35

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Milano ragazzo pestato Bocconi

Davide Simone Cavallo ha scritto sul Corriere della Sera che “a volte ancora la sento, la coltellata”. Quella che lo scorso ottobre, in pieno centro a Milano, poteva ucciderlo. 22 anni, studente della Bocconi, è stato aggredito per una banconota da 50 euro da un gruppo di cinque ragazzini tra cui due minorenni. “Sembra mi sia stata strappata metà della vita in un colpo solo, mi sento di levitare nel mio stesso corpo, stretto da nodi, non riesco a riempirmi. Ero veloce, modestamente agile, bravo in tutti gli sport, ne andavo fiero, mi faceva sentire sicuro. Ora devo concentrarmi per non far cedere le ginocchia quando sto su. Dove sono io? Sono questo ormai?”

Cavallo ha perso l’uso delle gambe, sta affrontando un lungo processo di riabilitazione. La lettera pubblicata dal quotidiano è stata depositata con gli atti del processo. “Le cose vanno così a causa di 5 ragazzini arrabbiati col mondo. Non mi nasconderò dietro un dito. Quando ho saputo della loro età, a parte l’incredulità, mi si è fatto pesante il cuore: mi dispiace per ogni giorno che passano in galera, mi dispiace davvero. Sono troppo giovani per non vivere il mondo. E nonostante questo, lo ero anch’io. Persino adesso, possono usare le proprie gambe, sentirle attaccate al corpo, fare sport. Non è scontato. Ormai lo so”.

Ha raccontato di essersi ritrovato in una stanza d’ospedale. “Una stanza grigia, scura, macchinari attaccati alle pareti e un ragazzo vestito di azzurro che mi parla e dice ‘Davide stai immobile, non ti spaventare. Sei in ospedale, hai un tubo attaccato alla gola potresti farti male. Sei stato accoltellato, ti abbiamo operato’. Che cosa è successo? Dove sono? Perché mi sto svegliando qui? Che ore sono? Che giorno è? Le gambe. Non mi sento le gambe. Perché non mi sento le gambe? ‘Perché non mi sento le gambe?’” All’inizio dissero che le gambe erano atrofizzate e che sarebbe passato subito. Non ricordava niente dei precedenti cinque giorni.

“Cosa che non tutti sanno, le problematiche che una lesione midollare può causare non si circoscrivono al non muovere. Vanno dal non sentire al non riuscire a urinare o sentire le parti intime, fitte casuali, ferite da immobilità (piaghe da decubito) lente a guarire per la circolazione ridotta, non sapere dove sono le gambe e spasmi involontari, ripetitivi e dolorosi. Le mie giornate da 6 mesi a questa parte la mattina iniziano con tubi, pillole e medicazioni, per finire con punture, scarichi e contrazioni involontarie”.

Alcune considerazioni: “Non sono d’accordo con la giustificazione del ‘ero lontano, non potevo fare niente’. Proprio chi è amico degli aggressori è forse l’unico capace di fare qualcosa senza prenderle al posto della vittima. Chissà che con un ‘RAGAZZI CHE FATE LASCIATELO IN PACE!’ nessuno di noi sarebbe stato qui a parlarne”. E anche se “sei veramente in grado di metterti nei panni di chi dovresti odiare, forse, sei in grado anche di perdonare. E qualche parte dentro di me, che non voleva finisse così, lo ha fatto. Ho compassione per loro e li abbraccio” invece “quello che è stato fatto alla mia famiglia, quello che si è rischiato di far loro passare, quello è imperdonabile”.

12 Maggio 2026

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