Catania
Corsa di cavalli clandestina con kalashnikov e pistole, le immagini virali: “La Mafia sfida lo Stato”
Stalle abusive, equini maltrattati, uno status criminale alimentato dagli animali e dalle scommesse. Due persone deferite in stato di libertà, 40 e 45 anni
Cronaca - di Redazione Web
Sono diventate virali su social e media le immagini girate in una corsa clandestina di cavalli a Catania. Non un episodio isolato, in Sicilia ma non solo tra Centro e Sud Italia, come certificato anche da una relazione della commissione nazionale sulle ecomafie che certifica il cavallo come una sorta di status symbol: è un fenomeno dai risvolti sia economici che culturali, che dice molto degli ambienti criminali. Due persone sono state già individuate e denunciate dalla Polizia di Stato, sequestrati i cavalli.
La corsa si è tenuta in una strada di campagna a Palagonia. I calessi trainati dai cavalli, i volti dei coinvolti nascosti, le targhe oscurate, decine di scooter e di altri mezzi, alcuni che esplodono colpi di arma da fuoco in aria. E ai margini della carreggiata gli spettatori, i tifosi che incitano ed esultano e catturano immagini. Competizioni che sono più frequenti di quanto si possa pensare, che certificano uno status e che garantiscono profitti tramite le scommesse illecite nell’ambito della criminalità. Si tengono di solito di domenica mattina, le strade vengono chiuse, i video vengono pubblicati sui social e anche su Youtube. Secondo il quotidiano La Sicilia, a vincere la gara sarebbe stato il fantino sponsorizzato da Trappeto Nord, al momento considerato la roccaforte più potente nello spaccio di cocaina a Catania.
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A diffondere il filmato, l’animalista e influencer Enrico Rizzi che lo ha subito condiviso sui canali social. “La mafia ha sfidato lo Stato sfruttando gli animali per guadagnare denaro. Una corsa clandestina di cavalli con tanto di pistole e kalashnikov tra le mani (con tanto di spari) per dimostrare il dominio del territorio. La Legge Brambilla, con pene rimaste ridicole, è un totale fallimento dello Stato e queste immagini terribili ne sono la prova. Ho già denunciato questi criminali più volte, ho testimoniato contro loro appena un mese fa in Tribunale, continuerò a farlo pur sapendo di essere solo e di rischiare la mia vita. Ma non volterò mai le spalle agli animali”.
Al vaglio degli investigatori le immagini per risalire all’identità dei partecipanti. Le due persone deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone sono due catanesi di 40 e 45 anni. I poliziotti hanno subito dato avvio a serrati controlli presso le stalle di San Cristoforo a Catania, unitamente ai medici del Servizio Veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP, al fine di individuare i cavalli impiegati per la corsa e metterli in salvo. Privi di identificazione cavallo e stalla individuata in un primo controllo, presso la quale il proprietario ha ammesso l’uso nella corsa, l’animale è stato sequestrato e affidato a un’azienda specializzata. Anche un’altra stalla abusiva è stata identificata ma in questo caso l’animale era registrato con regolare microchip e, da una comparazione dei video, non risultava essere quello impiegato nella corsa.
Secondo i dati della Lega vivisezione, nel 2024 sono state 70 le persone denunciate per questo genere di eventi, due sono state arrestate. Prima del 2004, le corse clandestine erano sanzionate come violazione del codice della strada. Lo scorso luglio ha introdotto una legge che ha inasprito le pene: dai due ai quattro anni di reclusione e fino a 160mila euro di multa per chi organizza, promuove o dirige, e dai tre mesi ai due anni e una multa fino a 30mila euro per chi partecipa o scommette. Migliaia i commenti sui social, tra chi paragona le immagini alla saga Mad Max e chi ai cordoni di jihadisti.