Guerra in laguna
Biennale di Venezia, si rinnova la faida a destra tra Buttafuoco e Giuli: inviati gli ispettori per il padiglione russo
Non c’è solo il caso di Beatrice Venezi a far discutere la città di Venezia. Dopo il “licenziamento” dell’ormai ex direttrice d’orchestra nominata direttrice musicale del teatro La Fenice a settembre 2025 tra numerose polemiche, e parole di fuoco della stessa “bacchetta nera”, come da nomignolo di Dagospia, nei confronti della destra di governo che pure l’aveva “sponsorizzata” alla Fenice, in Laguna la maggioranza va nuovamente in tilt sulla Biennale.
A Cà Giustiniani, sede della Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, sono attesi gli ispettori inviati dal ministero della Cultura Alessandro Giuli per informazioni in relazione all’allestimento del padiglione russo alla imminente Esposizione Internazionale d’Arte in programma dal 5 all’8 maggio.
Nel mirino degli ispettori del Collegio romano ci sono in particolare le autorizzazioni concesse alla Federazione Russa in relazione all’organizzazione del padiglione di proprietà ai Giardini, ma anche quelle concesse ad Israele ed Iran. Sotto la lente d’ingrandimento poi i bilanci della Fondazione: l’obiettivo del ministero è in sostanza quello di arrivare ad un commissariamento della Fondazione retta da Buttafuoco, intellettuale “autonomo” di destra con un passato da collega dello stesso ministro Giuli a Il Foglio.
In realtà già nelle scorse settimane la Biennale aveva inviato copia della corrispondenza intrattenuta con le autorità di Mosca al ministero della Cultura, senza che fossero emerse irregolarità nel rispetto del regime sanzionatorio che vige nei confronti della Russia dopo la guerra di aggressione contro l’Ucraina.
Giuli che, per prendere le distanze da Buttafuoco, aveva fatto sapere che in segno di protesta avrebbe disertato la cerimonia inaugurale della Biennale Arte. A tentare di fare da “paciere” tra le parti l’ex governatore del Veneto Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale: “Da inguaribile ottimista, mi auguro ancora che il ministro Giuli e il presidente Buttafuoco possano darsi la mano durante gli eventi di Biennale. Sarebbe il segnale migliore: le istituzioni che dialogano” ha commentato Zaia dopo la notizia degli ispettori inviati presso la Fondazione.
Sullo sfondo c’è il pressing dell’Unione Europea, con la Commissione che nelle scorse settimane ha annunciato l’avvio dell’iter per tagliare i fondi comunitari alla Fondazione lagunare proprio alla luce della sua apertura a Mosca.