A Padova
Auto di lusso e beni per 40 milioni, soci e cassieri, soldi nelle scatole delle scarpe: scoperta banca clandestina
21 indagati, perquisizioni anche in altre Regioni. La filiale nascosta nella zona industriale, le indagini scattate dopo l'osservazione di nullatenenti in macchine lussuose
Cronaca - di Redazione Web
Sul retro di un ristorante cinese, sorvegliata da cinque telecamere all’ingresso, protetta da vetri oscurati, cassieri e soci, operazioni e registri contabili, anche luogo di una bisca. Scoperta a Padova, nella zona industriale a est del centro storico, una banca clandestina. Banca fake, farlocca, fasulla ma perfettamente funzionante nelle sue attività illecite. Per il Procuratore Capo del capoluogo euganeo Angelantonio Racanelli, è una delle indagini più significative degli ultimi anni. A indagare la Guardia di Finanza di Padova e Venezia.
21 le persone indagate, sette sono finite in carcere, cinque ai domiciliari, il resto obbligo di dimora nei Comuni di residenza. 35 perquisizioni tra abitazioni e aziende anche tra le province di Treviso, Venezia, Brescia, Milano e Prato. Il sospetto è che anche in altre città siano state condotte attività illegali collegate alla banca clandestina. Altro denaro in contante è stato trovato presso alcune abitazioni, nei pressi della stazione ferroviaria, al Centro Ingrosso Cina e nel comune di Saonara. Giro di milioni di euro secondo le indagini.
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Accuse a vario titolo, lunghissima la lista: associazione a delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, usura, abusiva attività di raccolta del risparmio, ricettazione, abusiva attività bancaria, abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento, abusiva attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione. Secondo le indagini il denaro veniva prestato con interessi fino al 120 per cento.
#GdiF #Padova e #Venezia: sequestrata banca clandestina gestita da un’associazione a delinquere di matrice cinese.#NoiconVoi#informareperconoscere#cittadinoinformato pic.twitter.com/16c30SxMcc
— Guardia di Finanza (@GDF) April 27, 2026
Le indagini parlano di un’associazione a delinquere di matrice cinese ma con “infiltrazioni nostrane”. Erano scattate nel 2023 da controlli incrociati e da automobili di grossa cilindrata guidata da cittadini cinesi nullatenenti o dai redditi molto deboli. Così gli inquirenti sono arrivati a scoprire l’istituto di credito fake, una banca “Made in China” in via dell’Artigianato con bisca caldestina di Mahjong, gioco d’azzardo tipico. Anomalo, in effetti, il via vai osservato presso l’immobile ricavato alle spalle di un ristorante cinese.
Sul posto sono intervenuti 200 Baschi Verdi con unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro contante, sequestrati 200 mila euro contanti e un milione di dollari in cripto valure, beni mobili tra case, ville, auto di lusso, gioielli e orologi per un ammontare complessivo di oltre 40 milioni di euro. I soldi erano nascosti anche in buste della spesa, scatole per scarpe e confezioni alimentari. Parte del denaro è stato trasferito illegalmente verso la Cina. Anche imprenditori italiani avrebbero fatto alla banca fake.