La maratona del secolo, a Londra l’edizione dei record: il vincitore Sawe (e Kejelcha) primi nella storia sotto le due ore

Sport - di Carmine Di Niro

27 Aprile 2026 alle 18:14

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La maratona del secolo, a Londra l’edizione dei record: il vincitore Sawe (e Kejelcha) primi nella storia sotto le due ore

Quella di domenica 26 aprile a Londra è stata senza ombra di dubbio la “maratona del secolo”. Non c’è altro modo di definire i 42 chilometri e 195 metri corsi sulle strade della capitale inglese da Sabastian Sawe, trionfatore straordinario dell’ultima Major primaverile, come vengono definite le sei maratone più prestigiose al mondo (elenco in cui figurano anche Tokyo, Boston, Berlino, Chicago e New York).

Il 31enne kenyota ha realizzato l’impresa su cui da anni stavano lavorando i migliori atleti al mondo: sfondare il muro delle due ore per percorrere una maratona. C’era già riuscito nel 2019 a Vienna il connazionale Eliud Kipchoge, quando fermò il cronometro a 1:59’40: un tempo non regolamentare, perché realizzato in un contesto non ufficiale, in un evento organizzato dagli sponsor con oltre 40 “lepri” chiamate a scandire il passo del fenomenale podista. Per questo ad oggi il record mondiale nella maratona apparteneva ad un altro kenyota, il compianto Kelvin Kiptum che nell’autunno del 2023 aveva sconvolto il mondo del podismo correndo in 2:00’35” a Chicago, morendo l’anno seguente in un incidente stradale a soli 24 anni.

Per Sawe la storia è stata diversa: il suo 1:59’30 fatto segnare a Londra è arrivato durante una “normale” gara, una Major del fascino di Londra. Il 31enne alla quarta maratona in carriera, ha iniziato a correre su questa distanza solamente nel 2024 venendo seguito dall’allenatore italiano Claudio Berardelli, fa segnare così uno storico senza precedenti: quattro vittorie su quattro, di cui tre Major come Berlino e una doppietta proprio a Londra dove era campione in carica.

Ma la “maratona del secolo” non si è limitato al record di Sawe. Dietro di lui davanti ai cancelli di Buckingham Palace, distanziato di soli undici secondi, è arrivato il 28enne etiope Yomif Kejelcha: anche lui dunque capace di infrangere l’iconica barriera delle due ore. Anche quella di Kejelcha è una storia particolare: a Londra era infatti l’atteso esordio nella più lunga delle distanze nell’atletica di uno dei mezzofondisti più completi della storia, capace di registrare record mondiali sia nei 10 chilometri che nella mezza maratona.

I due hanno corso fianco a fianco fino al 38esimo chilometro, quando è arrivata una straordinaria accelerazione di Sawe, capace di accelerare ancora un passo che in proiezione, come evidenziavano in diretta le grafiche, davano entrambi sotto la soglia delle due ore. È così che il kenyota ha staccato il rivale, giungendo al traguardo avanti di undici centesimi. Terzo sul podio Jacob Kiplimo, 25enne ugandese che a marzo ha fatto segnare il record del mondo nella mezza maratona strappandolo proprio a Kejelcha: lui non è riuscito a scendere sotto le due ore, ma ha realizzato a sua volta una prova straordinaria correndo sotto il precedente record del mondo di Kiptum.

Una prova con tempi record favorita dal clima perfetto registrato a Londra durante la corsa, che ha consentito di correre su ritmi impressionanti sin dal primo chilometro, ma che vede come “elefante nella stanza” quello che alcuni definiscono senza mezzi termini “doping tecnologico”.

Parliamo dei progressi non solo negli allenamenti e nell’alimentazione degli atleti, ma soprattutto delle scarpe: i primi due della classifica finale calzavano ai piedi l’ultimo “capolavoro” di ingegneria realizzato da Adidas, le Adios Pro Evo 3, una scarpa con l’ormai onnipresente piastra in carbonio, che dalla sua introduzione nel 2017 ha portato ad un numero impressionante di record infranti.

27 Aprile 2026

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