Sondrio
Esce per un’escursione e viene sbranata dai cani: cinque dogo argentini sequestrati per la morte di Lucia Tognela
Gli animali sono stati presi in consegna da veterinari dell'Ats. Il proprietario potrebbe essere indagato per omicidio colposo
Cronaca - di Redazione Web
Sequestrati e presi in consegna cinque cani, cinque dogo argentini, dopo il ritrovamento del cadavere di Lucia Tognela a Banchelle, in provincia di Sondrio. Era uscita per un’escursione. Sul posto sono intervenuti i soccorritori con l’elicottero di Areu, le squadre del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, e i militari del Soccorso alpino della Guardia di Finanza. Ma per la donna non c’era già più niente da fare. Sul corpo sarà eseguita l’autopsia per ricostruire la causa della morte e accertare il ruolo dei cani nella vicenda.
Perché il proprietario dei dogo, che ha fatto scattare l’allarme, potrebbe anche essere indagato per omicidio colposo. L’aggressione si è consumata in un’area molto isolata. Possibile che i cani, molossoidi di grande taglia, potrebbero esser stati lasciati liberi. Non sarebbe la prima volta la gestione dei cani sia stata causa di dispute con gli escursionisti, come riporta ANSA.
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Tognela aveva 59 anni, era di Bianzone. Sposata e madre di due figli. Non soffriva di patologie. A Trivigno, località a circa 1.800 metri di altitudine tra Tirano e Prica, aveva una seconda casa. Era uscita per un’escursione a piedi. Per la donna non c’è stato niente da fare, i sanitari intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. A questo punto chi indaga dovrà chiarire se la donna non sia morta a causa di un malore, come un infarto, con i cani che l’avrebbero aggredita successivamente. O se non sia stata proprio l’aggressione dei cani a causare il decesso.
Al momento l’ipotesi di un’aggressione da parte di lupi sembrerebbe essere stata esclusa. Sul posto sono intervenuti perciò anche i veterinari dell’Ats. L’esame autoptico sarà condotto nei prossimi giorni. Sull’episodio indagano i carabinieri di Tirano. Il dogo argentino, originario della provincia di Cordoba, è stato creato per attività di caccia a cinghiali, pecari e puma e riconosciuto come razza nel 1964 dopo incroci del Viejo Perro de Pelea Cordobés con Bulldog Inglese, Alano, Mastino dei Pirenei, Bull-Terrier, Boxer, Pointer, Dogue de Bordeaux e Irish Wolfhound, come ricostruito dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana.
È una possibilità che torna sempre nel dibattito, quella di tornare a introdurre un patentino per le razze di cani considerate pericolose. Esisteva in passato, venne stralciato. Al momento non esistono percorsi di formazione per i proprietari, la normativa in vigore prevede che dopo un episodio di morsicatura o aggressione un veterinario attivi un percorso che punti all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario. Milano nel 2020 aveva introdotto l’obbligo di conseguire un patentino per chiunque fosse in possesso di un cane “speciale”, ovvero in grado di rappresentare un rischio maggiore per altri animali ed esseri umani.