Le conseguenze della guerra
Crisi del cherosene, Lufthansa cancella 20mila voli fino a ottobre: è il primo grande impatto di Hormuz sul trasporto aereo
Sul trasporto aereo arrivano i primi, significativi, impatti della crisi del cherosene scoppiata a seguito della guerra in Iran e del successivo blocco dello stretto di Hormuz da parte della Repubblica Islamica.
Se nei giorni scorsi era stata l’Agenzia Internazionale dell’Energia a fissare in sole sei settimane l’autonomia residua per l’Europa di “jet fuel”, il carburante per aerei, ora è uno dei giganti del settore che prende le prime contromisure alla crisi.
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La compagnia aerea Lufthansa, dal 2025 di fatto proprietaria di ITA Airways, l’ex Alitalia, di cui ha il 41% del capitale e che salirà al 100 per cento entro il 2033 per un investimento complessivo di oltre 800 milioni di euro, ha annunciato che cancellerà 20mila voli a corto raggio programmati fino a ottobre per risparmiare carburante. I 20mila voli tolti dalla vendita sarebbero stati effettuati tra maggio e ottobre di quest’anno dalla CityLine, divisione regionale di Lufthansa la cui chiusura, inizialmente prevista per il 2027, è stata anticipata nei giorni scorsi.
Per il resto del gruppo, e soprattutto per il periodo estivo che rischia di essere un terno al lotto per i clienti, da Lufthansa sono arrivate ampie rassicurazioni: “Per i voli previsti nell’orario estivo, il gruppo prevede una fornitura di carburante ampiamente stabile. Lufthansa sta adottando una serie di misure a tal fine, tra cui l’approvvigionamento fisico di carburante per aerei e la copertura dei prezzi”, scrive in una nota il gruppo, che con una flotta di circa 900 aerei e più di 100mila dipendenti in tutto il mondo, Lufthansa è la compagnia più grande d’Europa.
Lufthansa non è l’unica compagnia aerea che si appresta o ha già messo in cantiere tagli dei propri voli per fare fronte all’emergenza carburanti: come riassume il Corriere della Sera, SAS ha cancellato mille partenze soltanto ad aprile, KLM-Air France ne annullerà 160 a maggio, Delta Air Lines limerà la rete di collegamenti del 3,5%, mentre anche in Asia sono previste importanti tagli alla programmazione dalle compagnie aeree locali come Cathay Pacific, Air Asia X, Air New Zealand e Qantas.