L'inchiesta
Escort e movida a Milano, oltre 50 calciatori di Serie A alle “serate” (anche in lockdown) tra prostitute e gas esilarante
Un giro enorme di clienti vip, con i soli calciatori di Serie A che figuravano in un elenco lungo almeno 50 nomi. È con una organizzazione degna di una vera e propria azienda che veniva gestito a Milano un imponente giro di prostituzione, quello finito al centro dell’indagine della Procura e che ha portato lunedì all’arresto di quattro persone, accusate di aver “promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente auto riciclaggio dei relativi proventi”, e al sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del presunto reato per un valore di 1,2 milioni di euro.
Inchiesta che fa emergere il mondo in chiaroscuro di certa movida milanese, al cui interno lavorava secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza il gruppo che, nascondendosi dietro una società di organizzazioni di eventi, offriva pacchetti “all inclusive” per clienti vip, imprenditori e calciatori: per quest’ultimi in particolare prevedeva una serata nei locali migliori e più in voga della movida e, per chi voleva, la successiva compagnia di una escort in alberghi di lusso della città, magari dopo aver un gas esilarante dall’effetto inebriante contenuto in dei palloncini e, fondamentale per un atleta professionista, non rilevabile dai controlli antidoping. Per “salire su di giri” i calciatori utilizzavano il protossido d’azoto, impiegato come anestetico e “usato come sostanza psicoattiva”, scrivono gli inquirenti.
Tra i calciatori coinvolti, ma non indagati, ci sarebbero tesserati del Milan, Inter, Juventus, Sassuolo ed Hellas Verona, scrive l’Ansa: i loro nomi nell’ordinanza sono omissati e non è stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e o della “droga della risata”. Tra i clienti vi sarebbe anche un pilota di Formula 1 e alcuni giocatori di hockey.
Servizi che venivano forniti anche nel periodo del lockdown per l’epidemia di Covid-19. A raccontarlo agli inquirenti è stata una delle giovani escort che, nell’agosto del 2024, ha deciso di denunciare due degli indagati finiti lunedì agli arresti domiciliari, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, che attraverso la società Ma.De Milano di Cinisello Balsamo avrebbero gestito il giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, e che figurano nell’inchiesta assieme a Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga.
Agli atti dell’inchiesta c’è anche l’intercettazione di una ragazza che avrebbe avuto dei rapporti con dei calciatori e che cercava “di risalire alla data” di un rapporto sessuale per individuare il “partner con cui ha concepito il figlio”. “Quando è che era venuto (….) a far serata (…) se ti ricordavi le date esatte (…) ti dico una cosa ma non dirla a nessuno (…) che ho appena fatto il test e sono incinta … da più di tre settimane”, le sue parole contenute nell’ordinanza in cui parla con uno dei quattro arrestati, colui che avrebbe avuto il ruolo di tenere “i contatti con i calciatori di fama internazionale clienti del sodalizio” e gestire gli incontri con le escort.