Il caso
Il Fatto Quotidiano contro Marina Berlusconi, il “machismo” antico del giornale di Travaglio
A nessuno verrebbe in mente di descrivere un dirigente di azienda maschio, o un politico maschio, con i toni e col disprezzo col quale viene descritta la Berlusconi.
Politica - di Redazione Web
Marina Berlusconi ha scritto una lettera molto polemica a Dagospia per replicare a un articolo firmato da Pino Corrias sul “Fatto Quotidiano”. Era un articolo tutto contro di lei e contro suo padre.
Marina Berlusconi lo ha definito un articolo “cavernicolo” e ha scritto: «Non so se l’articolista abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente “patriarcali” – sempre per citare i progressisti, quelli veri – deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza». E più avanti: «Certo, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un’altra ragion d’essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell’ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante».
Corrias aveva scritto frasi indubbiamente molto sgradevoli. Come queste: “Cosa ha combinato nel tempo che ha visto fuggire dallo specchio? In Mondadori, da 23 anni ha un ufficio sontuosamente vuoto, dove pettina le piante, sovrintende sonnifere riunioni, attende l’ora in cui l’autista la porterà nella sua amata e solitaria palestra Technogym a scolpire quel che la chirurgia estetica , in tante e dolorose modificazioni, ha inciso sulla sua pelle”. Marina Berlusconi parla di “body shaming”. Difficile darle torto. L’articolo di Corrias contiene effettivamente dei toni di un maschilismo abbastanza antico. Che magari noi pensavamo superato, ma che invece resta molto alto nei cuori e nelle menti di una buona parte dei maschi italiani e anche dell’intellettualità. È una cosa un po’ triste. A nessuno verrebbe in mente di descrivere un dirigente di azienda maschio, o un politico maschio, con i toni e col disprezzo col quale viene descritta la Berlusconi. Il tono dell’articolo è quello che speravamo di non dover sentire più: “donnicciola, va’ in cucina!” Mamma mia. Che dite, dovremo pian piano abituarci a questa regressione?