La violenza a Massa
Ucciso davanti al figlio, cinque identificati per l’omicidio di Giacomo Bongiorni: “Siamo stati colpiti, abbiamo reagito”
Le parole del 17enne ex pugile. Il procuratore ha parlato di "dolo d'impeto". Non è emerso l'uso di armi. Stasera una fiaccolata in ricordo del carpentiere 47enne, comunità sconvolta
Cronaca - di Redazione Web
Agli inquirenti, negli interrogatori di domenica, il 17enne fermato dopo l’omicidio di Giacomo Bongiorni, morto a Massa in Piazza Palma davanti alla compagna e al figlio di 11 anni, nella notte tra sabato e domenica, ha raccontato di aver reagito. Lo ha scritto Il Corriere della Sera. È la stessa versione fornita anche dal 23enne arrestato e dai genitori degli altri ragazzi maggiorenni arrestati: i figli si sarebbero difesi dall’aggressione di Bongiorni e del cognato Gabriele Tognocchi. “Non siamo criminali, mio figlio non è un criminale”.
Cinque gli identificati per l’omicidio, tre sono minorenni di cui si occupa la procura minorile di Genova, individuati tramite testimonianze e immagini della videosorveglianza. Sequestrati, nelle perquisizioni, gli abiti che indossavano durante la violenza. L’inchiesta è stata aperta per concorso in omicidio volontario, uno dei tre minori è sotto misura di fermo dentro un centro di accoglienza: è il 17enne. La posizione degli altri è al vaglio degli inquirenti, non hanno negato di esser stati presenti al momento dei fatti.
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Secondo una prima ricostruzione, l’aggressione sarebbe scattata quando Bongiorni e Tognocchi avrebbero richiamato i ragazzi che tiravano bottiglie di vetro contro un’attività commerciale. Bongiorni era stato colpito e cadendo aveva battuto la testa sull’asfalto. Ferito anche Tognocchi, ricoverato in ospedale. Non è emersa la presenza e l’uso di armi, non sono emersi nemmeno stati di alterazione o ubriachezza. I gruppi non si conoscevano precedentemente.
Il procuratore Pietro Capizzoto ha parlato di “dolo d’impeto”. I Carabinieri hanno spiegato che “la scena è stata rapida, una volta che era a terra Bongiorni” e che “si nota che l’azione, energica prosegue contro di lui”. Per Capizzoto “dalle immagini” si vede “che si accascia al suolo per un colpo inferto volontariamente” ma “bisogna attendere l’autopsia” che “dovrà dire per effetto di quale tipo di colpo” c’è stata la morte di Bongiorni. Per il procuratore “non è stato un solo colpo a provocare il decesso”.
Alexandru Miron, di origini rumene e residente a Montignoso, 23 anni, è in carcere. Eduard Alin Caratusano ha 19 anni ed è abitante a Marina di Massa. Il 17enne fermato per l’omicidio aveva praticato boxe a livello agonistico fino al 2023 ma non è escluso che abbia continuato ad allenarsi in autonomia anche successivamente. Previsto per oggi il conferimento dell’incarico per l’esame autoptico. Saranno fissati nelle prossime ore l’udienza di convalida dei fermi e l’interrogatorio di garanzia ai rispettivi gip di massa e Genova.
Il padre di uno dei ragazzi indagati si è detto disponibile a pagare gli studi al figlio 11enne della vittima che ha assistito all’aggressione in cui è morto il padre. Bongiorni aveva anche una figlia di 18 anni. Prevista per stasera una fiaccolata in ricordo del carpentiere 47enne, organizzata dal Comune e dalla Diocesi di Massa Carrara. Già ieri sera si era tenuto un corteo guidato alla testa dalla madre di Bongiorni, culminato proprio in Piazza Palma. Il giorno dei funerali ci sarà lutto cittadino.