A Ponticelli

Omicidio Fabio Ascione, fermati un 23enne e un minorenne: la stesa, la sparatoria, il colpo partito per errore

Il 20enne stava uscendo dal lavoro, era estraneo ad ambienti criminali. I funerali in forma pubblica vietati in un primo momento per ragioni di ordine pubblico

Cronaca - di Redazione Web

14 Aprile 2026 alle 10:38

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Fabio Ascione Ponticelli Napoli omicidio

Due fermi per l’omicidio di Fabio Ascione, il ventenne ucciso all’alba dello scorso 7 aprile nel quartiere Ponticelli, zona est di Napoli. Si tratta di un maggiorenne, nipote di un elemento di spicco del clan camorristico De Micco, e di un minorenne. A eseguire i fermi emessi rispettivamente dalla DDA della Procura di Napoli e dalla procura presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, i militari della compagnia di Poggioreale. La notizia dei fermi è arrivata proprio nel giorno dei funerali in forma pubblica che si terranno nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Secondo quanto comunicato dai carabinieri, i due “debbono rispondere per quanto concerne il maggiorenne di porto e detenzione illegale di armi, pubblica intimidazione con l’uso di armi e di omicidio mentre, il minore è indiziato dei reati di porto e detenzione illegale di armi e di pubblica intimidazione con uso di armi in concorso; il tutto aggravato dal metodo mafioso”. I militari parlano di gravi indizi di colpevolezza raccolti a carico dei due. “Il provvedimento eseguito è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva”.

Secondo le ricostruzioni, prima dell’omicidio i due avrebbero preso parte a una sparatoria con esponenti del gruppo Veneruso-Rea nel Comune di Volla. Ascione si trovava nei pressi dei campetti in via Rossi Doria, sarebbe stato ferito mortalmente al torace, il colpo sarebbe partito per sbaglio da una distanza di 40 50 centimetri, secondo quanto riportato mentre raccontava l’azione di poco precedente. La vittima non era legata a contesti malavitosi, stava tornando a casa da lavoro in una sala bingo della zona, era con degli amici. Erano circa le 5:00 del mattino quando si è consumata la tragedia. Inutile la corsa all’ospedale Villa Betania.

Secondo il decreto di fermo di cui LaPresse ha preso visione, “per rompere il muro di omertà innalzato dagli altri” che erano stati sentiti dagli inquirenti, sono state “determinanti” le dichiarazioni di due persone informate dei fatti. A supportare le ricostruzioni, le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del bar. Il maggiorenne è stato trasferito nel carcere di Secondigliano, si chiama Francesco Pio Autiero e si è consegnato con il suo legale, mentre il 17enne si trova nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

I funerali in forma pubblica erano stati vietati in un primo momento dalla Questura, per ragioni di ordine pubblico. Decisione che aveva innescato polemiche e indignazione, in virtù dell’estraneità agli ambienti criminali della vittima rivendicata dai familiari dello stesso ventenne. “Ringrazio il Prefetto Michele di Bari e il Questore Maurizio Agricola per aver accolto le tante sollecitazioni provenienti dal quartiere affinché si svolgessero funerali in forma pubblica per Fabio Ascione. L’impegno istituzionale e associativo per Ponticelli è costante, consapevoli che occorrono sforzi ulteriori da mettere in campo”, ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Le esequie si celebreranno oggi alle 10:30.

14 Aprile 2026

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