Diplomazia al lavoro

Iran, nuovi negoziati in Pakistan questa settimana con la delegazione Usa: sul tavolo anche la proposta cinese in 4 punti

Esteri - di Redazione

14 Aprile 2026 alle 10:40

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Iran, nuovi negoziati in Pakistan questa settimana con la delegazione Usa: sul tavolo anche la proposta cinese in 4 punti

Delegazioni diplomatiche di Stati Uniti ed Iran torneranno ad incontrarsi per un nuovo round di negoziati per la pace nel Golfo. A scriverlo è l’agenzia Reuters citando quattro fonti informate sul tema, secondo cui il vertice dovrebbe tenersi ancora una volta a Islamabad, nel Pakistan che già nello scorso weekend ha ospitato i primi fallimentari negoziati tra le parti.

Le tempistiche, come sottolineato da un funzionario diplomatico iraniano, dovrebbero vedere l’incontro tenersi “questa settimana o all’inizio della prossima”.

Mentre si attende dunque il nuovo faccia a faccia tra le delegazioni dei due Paesi è emerso qualcosa di “concreto” sui dettagli del negoziato tenuto venerdì e sabato nella capitale del Pakistan. Secondo quanto riferito dai media statunitensi in base a varie fonti a conoscenza dei dossier sul tavolo, gli Stati Uniti avevano proposto all’Iran di sospendere per vent’anni il loro programma di arricchimento dell’uranio, necessario per produrre armi atomiche.

Secondo il New York Times l’Iran aveva offerto alla Casa Bianca di fermarlo per cinque anni, ma Donald Trump avrebbe rifiutato: era la stessa proposta fatta a febbraio, durante i negoziati falliti a Ginevra e dopo i quali gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato a bombardare il Paese.

Inoltre la richiesta statunitense sul nucleare prevedeva la “rimozione” dei circa 400 chili di uranio arricchito presenti in Iran: Teheran non ha accettato la proposta Usa, puntando sulla possibilità di “diluire” l’uranio così da renderlo inadatto a fabbricare armamenti atomici.

Il pressing saudita su Trump

Nuovi round di negoziati che arriverebbe anche su pressing degli stessi alleati degli Stati Uniti nell’area. In particolare l’Arabia Saudita del principe ereditario Mohammad bin Salman avrebbe fatto pressioni sulla Casa Bianca affinché revochi il blocco navale dello stretto di Hormuz, la contromisura presa da Washington dopo il fallimento del vertice di Islamabad.

Il regime di Riyad teme in particolare che l’ulteriore escalation possa spingere l’Iran a mettere nel mirino lo stretto di Bab al-Mandab, tra Yemen e Gibuti, la principale via di uscita per il petrolio saudita attraverso il Mar Rosso dopo la sostanziale chiusura di Hormuz.

La proposta cinese

In questo scenario per la prima volta emerge più forte la voce cinese, tra i principali alleati internazionali dell’Iran da cui importa gran parte del petrolio. Fino ad oggi rimasta piuttosto defilata, seppur solo pubblicamente, lunedì Pechino ha fatto un passo in avanti sul fronte diplomatico.

Il primo ministro cinese Li Qiang ha incontrato ieri a chino il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed al Nahyan. A lui ha spiegato che il Paese è pronto a contribuire per porre fine al conflitto.

La soluzione sarebbe in un piano “firmato” dal presidente Xi Jinping, a dir la verità piuttosto generico, in quattro punti: trovare un assetto di cooperazione e coesistenza pacifica nell’area del Medio Oriente e del Golfo; sostenere la sovranità dei singoli stati, assicurando la sicurezza delle loro istituzioni e infrastrutture; rispettare il diritto internazionale; mantenere sviluppo e sicurezza sullo stesso piano, per favorire la crescita nei paesi del Golfo.

di: Redazione - 14 Aprile 2026

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