Baobab Experience: "Ultima chance"
La vittima di Almasri: la Consulta mi ascolti
Lam Magok Biel Rueim, vittima e testimone delle torture del generale libico Osama Almasri, ha chiesto di essere ammesso nel giudizio davanti alla Consulta
Politica - di Redazione Web
Lam Magok Biel Rueim, vittima e testimone delle torture del generale libico Osama Almasri, ha chiesto di essere ammesso nel giudizio davanti alla Consulta, fissata per il 18 maggio, quando i giudici costituzionali dovranno esprimersi sulla costituzionalità della normativa che prevede che il procuratore generale debba attendere il parere del ministro della Giustizia prima di dare seguito alla Corte Penale internazionale.
“C’è un’ultima possibilità per Lam Magok Biel Ruei di ottenere giustizia: sarà la Corte costituzionale, lunedì 13 aprile, a decidere se la vittima del torturatore libico Almasri potrà o meno far sentire la sua voce, prendere parola e far valere i propri diritti – si legge in una nota dell’associazione Baobab Experience -. È la sua ultima chance dopo che, un pezzo alla volta, gli è stato precluso ogni spazio di tutela giuridica. A negargli ogni possibilità di ottenere Giustizia dopo le indicibili violenze subite e le sofferenze patite per mano di Almasri ci ha pensato innanzitutto il Governo, che, nelle figure dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano, ha impedito l’instaurazione del processo internazionale, rifiutandosi di consegnare il torturatore alla Corte Penale dell’Aja”. “In seguito, ci ha pensato il Parlamento italiano, impedendo la celebrazione del processo nei confronti dei ministri e del sottosegretario, grazie al voto in aula con cui la maggioranza ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti dei signori di cui sopra – prosegue la nota – Rimane ora solo l’ultimo Giudice, il giudice delle leggi, ovvero la Consulta, chiamata a decidere dalla Corte d’Appello di Roma se la legge italiana sulla cooperazione con la Corte Penale Internazionale sia o meno costituzionalmente legittima. Da questa decisione dipenderà il futuro di Lam: se la legge di attuazione dello Statuto di Roma sarà ritenuta valida, potrà contestare la mancata consegna del suo carnefice se sarà dichiarata incostituzionale, non potrà farlo».
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«Ecco perché Lam -dichiarano i suoi avvocati Francesco Romeo di Baobab Experience e Antonello Ciervo– chiede di essere ammesso nel giudizio dinnanzi la Corte Costituzionale: è lì che si giocherà la sua ultima possibilità concreta di accedere alla Giustizia e far valere i propri diritti. Non solo per Lam ma anche per le migliaia di donne, uomini e bambini abusati dall’ex capo della polizia giudiziaria di Tripoli, i quali, dopo aver assistito alla liberazione del loro aguzzino e al suo comodo volo di rientro a Tripoli su un volo di Stato italiano, hanno avuto paura anche solo di parlare delle violazioni subite da colui che l’Italia ha trattato come un alleato, che aveva mandato di contrastare l’immigrazione”.